Per "mashup" si intende una composizione realizzata unendo diversi brani preregistrati. Di solito se la tonalità è la stessa e il BPM è simile, escono cose divertenti.

È una tecnica piuttosto datata, usata da molti musicisti in passato. Oggi grazie alla tecnologia digitale, il mashup è semplice e veloce e i deejay la fanno da padrone.

Da qualche parte ho letto "Ogni volta che un DJ dice di suonare, da qualche parte nel mondo un musicista muore". Vero. Noi musicisti ci sentiamo (a torto secondo me) superiori rispetto ai dj, perché suoniamo delle note anziché dei dischi, perché conosciamo le regole dell'armonia e dell'arrangiamento, studiamo tecnica e curiamo il suono. Tutte cose che all'orecchio medio non arrivano.

L'ascoltatore medio giustamente non si interroga su quanto abbiamo studiato, quanto abbiamo sudato sul nostro strumento, quanto abbiamo sacrificato della nostra vita sociale, se abbiamo talento oppure quello che siamo è dovuto ad anni di studio. Per chi ascolta conta solo il risultato finale. Solo questo determina il "mi piace" o "non mi piace".

Questo invidio ai dj; il fatto che le loro intuizioni sorpassano anni di storia della musica. Al giorno d'oggi si conoscono i dj di moda e si ignorano i pilastri della musica classica. Da rockettaro incallito, uno dei migliori mashup di un dj che abbia mai sentito è quello allegato qui sotto.

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Emanuele Bazzotti
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