E voi, a cosa state pensando? Ce lo domandano Paolo, Daniele, Cristian e Fabio. Questi ragazzi di Como sono Il Rebus e il loro primo LP si presenta proprio in forma interrogativa: A cosa stai pensando?.

Il Rebus nasce nel 2008 come cover band, per poi dedicarsi dal 2010 alla produzione di brani originali. Dopo un EP uscito nel 2012, intitolato semplicemente Il Rebus EP, quest'anno pubblicano un vero e proprio album, anticipato dall'uscita del videoclip del singolo Avere trent'anni.

"Il Rebus – così si descrivono i ragazzi – è un viaggio nell'attualità di un'Italia dove la memoria è sempre più a breve termine, dove le parole vengono usate per non dire più che per dire, dove la forma è tutto a scapito di una sostanza sminuita e spogliata dell'essenziale". C'è da prenderli sul serio perché A cosa stai pensando? si basa, prima di tutto, sulle parole.

Se fossimo negli anni Settanta – o comunque in un'epoca indefinita in cui i dischi si ascoltavano dall'inizio alla fine e i testi avevano il compito di raccontare una storia dalla prima all'ultima traccia – questo lavoro del Rebus potrebbe essere definito senza problemi concept album. Espressione ormai vetusta, oggi rispolverata sporadicamente da qualche gruppo prog metal. Eppure si può fare concept anche suonando pop rock e cantando in italiano.

Memoria, parole, futuro, realtà sono alcuni dei termini che scandiscono l'album, dandone anche ritmicamente il passo e la cadenza. Tematicamente, A cosa stai pensando? è uno sguardo a volo d'uccello sui meccanismi inceppati della società postindustriale: l'indifferenza (Quello che non dico, Roma brucia), l'integrazione sociale dei migranti (Nei ghetti d'Italia, Questo non è un uomo), la cultura televisiva dell'apparenza a tutti i costi (Brava Sara). Il tutto mescolato a momenti più introspettivi, di interrogazione sulla condizione umana di sé e degli altri (come in Avere trent'anni, singolo potente e malinconico, o in Equità, che racconta l'uguaglianza di tutti gli uomini di fronte al dolore).

Il songwriting è raffinato e addirittura virtuoso. I testi sono sempre ricchi di sorprendenti costruzioni barocche: metrica, rime, accenti, nulla è mai banale o lasciato al caso. La voce camaleontica del frontman Paolo Ghirimoldi fa il resto. Può passare dalla grinta rock di Quello che non dico al parlato di Nei ghetti d'Italia al sussurrato di Brava Sara senza perdere un briciolo di calore.

Come sonorità, A cosa stai pensando? si innesta su un solido impianto pop rock melodico sapientemente modulato su ritmi, velocità e registri dinamici. Al virtuosismo individuale è preferita nettamente la qualità della ricerca sonora. Le parti strumentali si fondono fino a formare la perfetta base acustica su cui costruire i brani, che sono canzoni nel senso più completo del termine. Il sound è arricchito da abbondanti effetti sia sulla chitarra che sul basso (delay, riverbero, overdrive, phaser) e anche da loop di tastiere, come in Equità (caratterizzata anche da un azzeccatissimo riff che insiste sulla quarta eccedente).

Per essere la loro "prima prova", Il Rebus si dimostra perfettamente all'altezza dell'ambizione che un simile progetto rappresenta per dei musicisti. Speriamo di sentire in futuro altra buona musica da loro. Nel frattempo tenete d'occhio le date dei loro concerti.

Informazioni sull'autore
Federico Durante
Author:Federico Durante
Caporedattore
Chi sono:
Giornalista di giorno, musicista di notte. In Cluster ho studiato chitarra elettrica, basso elettrico e batteria. Successivamente mi sono avvicinato da autodidatta allo studio del contrabbasso e del violoncello. I miei gusti musicali sono orientati a 360° da Liszt ad Apparat.