Per i bassisti Stanley Clarke è una leggenda vivente. In 40 anni di carriera si è costruito album dopo album una – meritatissima – fama di "bass hero" accanto a gente come Jaco Pastorius e Charles Mingus.

È da poco uscito – il 30 settembre – l'ultimo album di inediti del virtuoso delle quattro corde: si intitola semplicemente Up, con l'accompagnamento della sua Stanley Clarke Band.
Dodici tracce, tre quarti d'ora circa di disco: Up suona già al primo ascolto come un vero e proprio viaggio alla scoperta di generi, strumenti e tecniche diverse.
La traccia d'apertura, Pop Virgil, è un robusto funky blues con quel basso in slap che fa insieme un po' il tema e un po' l'accompagnamento, caratteristica che i cultori di Clarke riconosceranno subito. E poi c'è quella deliziosa citazione di James Brown con lo stacco di chitarra in sedicesimi che rimanda dritto dritto a Papa's Got A Brand New Bag.
E dopo lo slap, ecco subito un assaggio di un'altra grande specialità di Clarke: il contrabbasso. Last Train To Sanity è un pezzo fusion up tempo dalle melodie che ricordano a tratti certe colonne sonore hollywoodiane degli anni d'oro.
Ma il viaggio è solo all'inizio, e ci porterà a esplorare i territori più disparati: la world music, per esempio, con Brazilian Love Affair (dedicata al tastierista e amico George Duke, morto l'anno scorso, con cui Stanley ha collaborato per una vita); quella splendida ballad jazz di piano, batteria e contrabbasso che è Trust; addirittura la composizione di tipo classicheggiante, con La canción de Sofia, con accompagnamento di pianoforte e il contrabbasso suonato con l'arco nel registro acuto. C'è anche un'inaspettata reinterpretazione del suo cavallo di battaglia: il rock fusion di School Days.
Up è tutto questo e molto altro. Uno Stanley Clarke più in forma che mai. E chissà che non ce ne dia un assaggio dal vivo con la sua band quando calcherà il palco del Blue Note di Milano settimana prossima.


Informazioni sull'autore
Federico Durante
Author:Federico Durante
Caporedattore
Chi sono:
Giornalista di giorno, musicista di notte. In Cluster ho studiato chitarra elettrica, basso elettrico e batteria. Successivamente mi sono avvicinato da autodidatta allo studio del contrabbasso e del violoncello. I miei gusti musicali sono orientati a 360° da Liszt ad Apparat.