Diciamolo pure che era un successo annunciato. Sonic Highways segna il ritorno in grande stile dei Foo Fighters e apre la strada a territori musicali ancora tutti da esplorare.

In un periodo in cui il rock sembra in una fase di ristagno (perlomeno per quanto riguarda le grandi uscite discografiche), Dave Grohl e compagni si impongono prepotentemente nelle classifiche con tutta la potenza dei loro riff distorti.

Otto tracce, registrate in otto diverse città americane, che costituiscono l'ottavo album di inediti della band. Forse è un'ossessione per il numero 8, così simile al simbolo dell'infinito, che giustamente compare anche in copertina. Oppure, meno idealisticamente, è la misura di una ritrovata armonia di estensione: Sonic Highways dà il meglio se ascoltato su vinile, con quelle quattro tracce per lato che ne scandiscono perfettamente l'ascolto.

Musicalmente non è il lavoro più originale dei Foo Fighters (il progetto elettrico/acustico di In Your Honor del 2005 era ben più articolato). Tuttavia si rimane catturati sin dal primo ascolto. Non hanno neanche avuto paura di uscire come primo singolo con il pezzo più forte dell'album, Something From Nothing, che è anche la opening track: cinque minuti di suite rock in crescendo.

La maestria dei FF sta nel fondere un muro di chitarre distorte con armonie e linee vocali solitamente affini al mondo pop. E di questo filone, che da sempre è il marchio di fabbrica della band, fanno parte pezzi come The Feast And The Famine, Congregation e Outside. Fino a chiudere in bellezza – è il caso di dirlo – con un pezzo melodico e dolcissimo alla Foo Fighters "vecchio stile", intitolato I Am A River.

Dave Grohl e soci non hanno deluso le aspettative dei fan e si confermano come una delle migliori rock band sulla scena musicale. Non resta che aspettare l'annuncio delle date italiane del loro prossimo tour mondiale, in partenza a dicembre.

 

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Federico Durante
Author:Federico Durante
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Chi sono:
Giornalista di giorno, musicista di notte. In Cluster ho studiato chitarra elettrica, basso elettrico e batteria. Successivamente mi sono avvicinato da autodidatta allo studio del contrabbasso e del violoncello. I miei gusti musicali sono orientati a 360° da Liszt ad Apparat.