In genere i gruppi rock degli ultimi decenni appena raggiungono il successo prendono una piega commerciale. Ma se c'è una band che ha fatto proprio il contrario, tirando per la sua strada, sono i Faith No More.

Mike Patton, Jon Hudson, Roddy Bottum, Billy Gould e Mike Bordin avrebbero potuto sfruttare il successo planetario di hit come Epic e Easy, splendida cover della ballad dei Commodores, per saltare al volo sul carrozzone del grunge o per rincorrere i gusti del grande pubblico. Ma, a differenza di band coeve come Metallica e Red Hot Chili Peppers, i ragazzi di San Francisco non hanno mai abbandonato quella ricerca artistica e musicale che li aveva guidati sin dalle origini.

Lo confermano ancora una volta oggi con il loro nuovo lavoro discografico, Sol Invictus. Il piccolo dettaglio? L'album arriva dopo 18 anni di assenza dagli scaffali dei negozi di dischi. Già, negozi di dischi: all'epoca del loro precedente lavoro, Album Of The Year del 1997, Napster non era stato ancora inventato, Spotify non poteva neanche essere immaginato e per ascoltare la nuova musica bisognava frequentare i music store.

Amarcord a parte, i Faith No More si sciolsero nel 1998 per dedicarsi a numerosi side-project individuali: basti ricordare quelli di Mike Patton, come i Mr. Bungle, i Fantômas e i Tomahawk, per citarne solo alcuni. La band si è riunita 11 anni dopo, nel 2009, con la stessa formazione di Album Of The Year per suonare dal vivo in concerti e festival in giro per il mondo. Fino all'anno scorso, quando arriva la notizia che i fan aspettavano: esce un nuovo album di inediti.

Pare che questo sia un periodo propizio per i grandi ritorni: dopo Aphex Twin, D'Angelo e i Blur – tutti rimasti fermi per più di un decennio – anche i Faith No More si trovano ad affrontare gli entusiasmi e i dissapori del comeback.

Ma come si prepara un ritorno in scena che non sia stucchevole o deludente? Per prima cosa butti fuori un brano enigmatico, ironico, manierista, dal titolo violento ma basato su un ritornello melodico e su dinamiche rilassate: Motherfucker. Una specie di teaser pubblicato giusto per incuriosire e creare un po' di chiacchiericcio.

Quando nessuno se lo aspetta, poi, spari dritto in faccia al pubblico il vero pezzo forte dell'album che sta per arrivare, il singolone da apertura di concerto grondante chitarre distorte, basso in overdrive, timpani e tamburi: Superhero, cinque minuti di febbrile invettiva contro ogni autorità costituita (“Leader of men, get back in your cage”), in una forma “aperta” che ha poco in comune con la struttura della canzone rock standard.

Infine, dedichi le altre otto tracce dell'album alla sperimentazione, seppure su sentieri già battuti: la camaleontica tecnica vocale di Mike Patton, vero Demetrio Stratos dell'alternative metal; una modulazione “schizofrenica” dei registri dinamici, passando dal piano al fortissimo con la più schietta disinvoltura; uno sguardo sottilmente ironico su se stessi e sulla musica rock in generale, con la creazione di barocchi pastiche sonori.

L'impostazione metal dell'album è costantemente equilibrata da contrappunti armonici (Sunny Side Up, Cone Of Shame, Rise Of The Fall) e acustici (le chitarre acustiche in Black Friday e From The Dead, il pianoforte in Motherfucker e Matador). Non manca nemmeno un pezzo schiettamente melodico come From The Dead, in cui le atmosfere pop si legano a un testo cupo e ironico sulla morte.

Con Sol Invictus i Faith No More sono riusciti nel difficile obiettivo di affrontare il ritorno discografico evitando sensazionalismi e isterie collettive, come se il loro precedente disco risalisse a due anni fa invece che 18. Per chi fosse impaziente di vederli dal vivo nel nostro paese, il 2 giugno suoneranno insieme ai Metallica e a molti altri al Sonisphere Festival a Milano.

Informazioni sull'autore
Federico Durante
Author:Federico Durante
Caporedattore
Chi sono:
Giornalista di giorno, musicista di notte. In Cluster ho studiato chitarra elettrica, basso elettrico e batteria. Successivamente mi sono avvicinato da autodidatta allo studio del contrabbasso e del violoncello. I miei gusti musicali sono orientati a 360° da Liszt ad Apparat.