La musica che siamo abituati ad ascoltare si basa sul sistema dodecafonico. Ossia prese due note, la seconda con frequenza doppia rispetto alla prima, l'intervallo che le divide viene suddiviso in dodici intervalli uguali chiamati semitoni.

Il sistema Armodue ripartisce invece l'ottava in sedici microtoni chiamati eka che suonati in successione realizzano la scala esadecafonica.

Il sistema è stato organizzato da due italiani: Pierpaolo Beretta e Luca Attanasio.

Le note sono chiamate con un numero progressivo da 1 a 9 e la musica si scrive su un tetragramma (quattro righe). La nota 1 corrisponde al nostro DO. Le tastiere hanno sedici tasti, le chitarre idem. Non esistono chiavi perché con questo sistema le note stanno sempre nello stesso punto del tetragramma. L'unica indicazione da mettere è la decima (corrispondente alla nostra ottava) in cui vanno suonate le note. A parte questo, gli altri elementi della musica (generi, dinamiche, tempi, velocità) restano uguali.

Per via della sua costruzione, alcuni intervalli sono ottenibili anche con il sistema dodecafonico, altri no e costituiscono la novità del sistema. Per chi si annoia della musica, per chi sostiene che le note sono sempre le stesse, che la musica è semopre uguale, che non si può inventare niente di nuovo, questa è l'alba di una nuova era! C'è un universo musicale che vuole essere esplorato, qualcuno si fa avanti?


Informazioni sull'autore
Emanuele Bazzotti
Author:Emanuele Bazzotti
Redattore
Chi sono:
Redattore ClusterNote