Per la musica si sa, ci vuole orecchio. Ogni buon corso di musica prevede lezioni di Ear Training per allenare l'orecchio a riconoscere le note, le scale, gli accordi.

Il grande chitarrista Steve Vai sostiene che l'orecchio interno (la capacità di sentire internamente la musica) sia una delle caratteristiche più importanti per un musicista.

L'orecchio è un dono di natura; c'è chi nasce predisposto, chi ha l'orecchio assoluto e chi proprio non ce l'ha ma si può allenare. Io non avevo un buon orecchio ma mi sono accorto che continuando a macinare musica è migliorato nel tempo. Ora mi accorgo se un brano è nella tonalità originale o no, riesco a cantarmi in testa gli assoli prima di eseguirli, riesco a cantare senza sentirmi prima la nota e riesco a capire se la chitarra è accordata standard oppure no.

In fondo le frequenze sonore che generano le note sono un po' come le lunghezze d'onda dei colori. Se pensiamo al colore della nostra macchina, possiamo distinguerlo fra altri mille. Se ci chiedono di che colore sono le pareti di casa nostra possiamo riconoscerle sulla tavolozza dei colori.

Basta avere dei riferimenti, farci attenzione e i sensi dell'uomo si sviluppano in autonomia. Credo che per le note sia la stessa cosa, basta fare attenzione e le note si possono riconoscere come i colori. Non a caso nella musica si parla di colori e tutte le note formano la scala detta "cromatica".

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Emanuele Bazzotti
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