Per decenni stilare le classifiche musicali è stato semplice: bastava calcolare le vendite dei dischi. Poi è arrivato lo streaming, che ha cambiato tutto.

Esistono le tradizionali classifiche di vendita, di singoli e album, e parallelamente quelle dei brani più ascoltati in streaming. Tuttavia far rientrare entrambe le tipologie in un unico sistema di misurazione è più complicato di quanto si pensi.

La domanda fondamentale è: un singolo stream può equivalere a un download da un music store o all'acquisto di un cd fisico? Evidentemente no.

In Inghilterra la Official Singles Chart, l'ente che dal 1952 certifica le vendite dei singoli di maggiore successo, ha recentemente elaborato un tipo di conteggio che cerca di integrare lo streaming nella chart ufficiale. È una piccola rivoluzione: la top 10 sarà determinata non da cosa i fan ascoltano, ma da quanto lo ascoltano.

Sull'onda della crescita dello streaming e seguendo l'esempio di altri paesi come Germania e Olanda, dove è diffuso da tempo, la Official Singles Chart ha elaborato un proprio sistema di misurazione. L'equazione è semplice: 100 stream equivalgono a un download o un cd acquistato. Lo stream viene conteggiato quando si superano i 30 secondi di ascolto (la stessa durata oltre la quale scatta il riconoscimento delle royalties su quel brano). Non vengono calcolati più di dieci ascolti giornalieri dello stesso brano da parte dello stesso utente, per evitare eventuali "manipolazioni" della classifica.

Si potrà obiettare che così il calcolo è approssimativo e parziale (per esempio YouTube non è incluso nel conteggio), ma ha il vantaggio della semplicità di comprensione e della trasparenza.

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Federico Durante
Author:Federico Durante
Caporedattore
Chi sono:
Giornalista di giorno, musicista di notte. In Cluster ho studiato chitarra elettrica, basso elettrico e batteria. Successivamente mi sono avvicinato da autodidatta allo studio del contrabbasso e del violoncello. I miei gusti musicali sono orientati a 360° da Liszt ad Apparat.