Forse Nietzsche lo chiamerebbe l'eterno ritorno dell'uguale. Noi lo diciamo in maniera più prosaica: imitare se stessi. Moltissimi gruppi e musicisti ripropongono al pubblico sempre la stessa ricetta musicale.

Si dirà: se è andata bene così per dieci, venti, trent'anni, perché cambiare proprio adesso? Il ragionamento è legittimo, ma non sempre confortato dalla realtà dei fatti. Imitare se stessi in certi casi funziona alla grande, in altri no. Perché?

Rimane celebre una battuta di Angus Young, chitarrista degli AC/DC, che nel 2000 diceva: "Sono stufo di sentir dire che abbiamo pubblicato undici album che suonano tutti uguali. Infatti abbiamo pubblicato dodici album che suonano tutti uguali!". Nel frattempo i loro album sono diventati quindici, ma Angus potrebbe ripetere le sue parole di allora tali e quali: il nuovo album Rock Or Bust è identico a tutti i quattordici dischi precedenti.

Passando da un estremo musicale all'altro, il 2014 ha anche segnato il ritorno di un altro grande: Aphex Twin. Syro è il suo primo nuovo album di inediti dai tempi di Drukqs del 2001, ma nonostante le aspettative l'accoglienza di pubblico e critica è stata tiepida.

"È Aphex che fa Aphex", è stato il commento più comune. Ed è vero: un disco come Syro sarebbe potuto uscire nel 1999. Non che l'IDM sia morta o non si sia evoluta: Flying Lotus, con il suo folle You're Dead!, è qui a dimostrarcelo. Ma Aphex Twin esce dal frigo in cui si era rinchiuso per tredici anni senza considerare che nel frattempo sono cresciuti artisti come i Daft Punk, Skrillex e deadmau5. Come se i suoi "concorrenti" fossero ancora Fatboy Slim e i Chemical Brothers. Per giunta Syro non poteva contare su un singolo d'impatto (come poteva essere Get Lucky per i Daft Punk) e il carattere introverso di Aphex – sono rarissime le sue interviste e le sue apparizioni pubbliche – di certo non ha aiutato a promuovere il disco.

E che dire degli AC/DC? Rock Or Bust non solo è uguale a tutti gli altri loro album, ma i fan sono contenti che lo sia. Il punto di forza della band australiana è l'autoironia: in quarant'anni di carriera non hanno mai smesso di farci pensare che anche il tuo zio ciccione e pelato può essere un autentico rockettaro quando te lo porti vestito di nero a un loro concerto. Gli AC/DC sono l'emisfero gioioso e casinista del rock, e i fan non smetteranno mai di amarli per questo. Aphex Twin invece è il lato tenebroso e cervellotico dell'elettronica, e questa volta gli è andata maluccio.


Informazioni sull'autore
Federico Durante
Author:Federico Durante
Caporedattore
Chi sono:
Giornalista di giorno, musicista di notte. In Cluster ho studiato chitarra elettrica, basso elettrico e batteria. Successivamente mi sono avvicinato da autodidatta allo studio del contrabbasso e del violoncello. I miei gusti musicali sono orientati a 360° da Liszt ad Apparat.