Ottime notizie arrivano dai dati di mercato diffusi dalla FIMI relativi ai primi sei mesi del 2015 in Italia. Il settore sembra decisamente uscito dalla crisi, registrando un +22 per cento rispetto allo stesso periodo del 2014.

Come avviene regolarmente da tempo, la crescita è trainata in primo luogo dai servizi di streaming, che segnano un +37 per cento rispetto ai primi sei mesi del 2014 e rappresentano da soli un quarto dell'intero mercato discografico (26 per cento del totale) e oltre la metà del settore del digitale (62 per cento, contro il 38 per cento del digital download, che rimane sostanzialmente stabile).

A sorpresa, con una netta inversione di tendenza, si segnala la ripresa dei supporti fisici. Non solo il vinile, che ormai da anni continua la sua crescita a ritmi vertiginosi (+72 per cento rispetto al primo semestre 2014 e una dignitosa quota del 4 per cento sul totale del mercato), ma anche il "vecchio" cd si attesta in positivo: un +21 per cento trainato soprattutto dalle vendite degli artisti nostrani. E a differenza degli Stati Uniti, dove il segmento dello streaming ha superato quello dei cd, da noi rimane ancora dominante – ma forse ancora per poco – la fetta di mercato rappresentata dai supporti fisici (57 per cento del totale).

Il fatto che tutti i settori dell'industria discografica siano cresciuti è estremamente positivo ed è una vera boccata d'ossigeno per un settore che solo nell'ultimo anno ha cominciato a riprendersi dopo una crisi più che decennale. I numeri sono importanti: nel primo semestre del 2015 il mercato discografico italiano ha registrato un giro d'affari di 65,5 milioni di euro, contro i 53,6 milioni del 2014.

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Federico Durante
Author:Federico Durante
Caporedattore
Chi sono:
Giornalista di giorno, musicista di notte. In Cluster ho studiato chitarra elettrica, basso elettrico e batteria. Successivamente mi sono avvicinato da autodidatta allo studio del contrabbasso e del violoncello. I miei gusti musicali sono orientati a 360° da Liszt ad Apparat.