Tutti noi ascoltiamo musica ogni giorno, forse molta più musica che dieci anni fa. Ma il mercato discografico se la passa molto meno bene.

In Italia il 2013 è stato il primo anno ad aver chiuso in positivo (+2%) dopo oltre dieci di calo ininterrotto. Il problema è che i margini di guadagno su un cd sono molto diversi dai margini su uno streaming, e allora la grande sfida è aumentare il numero di consumatori di musica differenziando l'offerta e i modelli di business sullo streaming.

Infatti è proprio il digitale a trainare la prima ripresa del mercato musicale dai tempi di Napster: un'era geologica fa per il tempo del web. Fra piattaforme di streming che nascono (Beats Music) e altre che si modificano (Spotify ha da poco introdotto l'accesso illimitato anche per la versione free), il settore si sta stabilizzando e sta trovando un vero modello di business. In Italia infatti il mercato musicale è tirato dalle iscrizioni ai servizi premium, che nel 2013 aumentano ben del 182% rispetto al 2012.

Ma anche il settore del "supporto fisico" riserva una sorpresa. Il 2013 ha visto il ritorno del vecchio zio dell'industria musicale: il vinile, che aumenta le vendite del 6% rispetto al 2012 (in Inghilterra addirittura del 101%) mentre il cd è in caduta libera da tempo. Si tratta, certo, di una realtà molto circoscritta rispetto al totale del mercato, una piccola nicchia di feticisti del vintage. Complice però la moda hipster (nel bene e nel male), il vinile è tornato sugli scaffali dei negozi di musica e nel merchandising delle band emergenti. Bentornato, 33 giri.

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Federico Durante
Author:Federico Durante
Caporedattore
Chi sono:
Giornalista di giorno, musicista di notte. In Cluster ho studiato chitarra elettrica, basso elettrico e batteria. Successivamente mi sono avvicinato da autodidatta allo studio del contrabbasso e del violoncello. I miei gusti musicali sono orientati a 360° da Liszt ad Apparat.