Forse il suo nome non dirà molto alle orecchie dei più, ma di sicuro avrete ascoltato almeno un suo assolo. Martedì è morto Bobby Keys, storico sassofonista dei Rolling Stones e session man dei grandi del rock.

Ci lascia a 70 anni di età, stroncato – pare – dalla cirrosi contro cui lottava da tempo.

Nella sua lunghissima e incredibile carriera musicale ha collaborato con artisti del calibro di Eric Clapton, Who e Lynyrd Skynyrd. Ma il suo nome rimane indissolubilmente legato a quello dei Rolling Stones, con i quali ha suonato ininterrottamente in studio e dal vivo sin dalla fine degli anni '60: quasi cinquant'anni di fecondissimo sodalizio musicale.

"Ho perso il migliore amico al mondo e non riesco a esprimere la mia tristezza, anche se Bobby mi direbbe di tirarmi su". Lo ha dichiarato Keith Richards, che era legato a Keys da un rapporto molto più che solamente professionale. Keef e Bobby erano gli strani gemelli del rock and roll. Dell'estrema periferia londinese il primo, texano il secondo (con uno splendido accento da vero cow-boy che non avrebbe mai perso), in comune avevano la data di nascita – il 18 dicembre 1943 – e una vita consacrata al rock, nel senso più profondo del termine. Nella sua autobiografia, Keef non smette mai di sottolineare la sua grandissima amicizia con Bobby.

Fra tutte le sue interpretazioni, rimane storico il suo assolo di sassofono su uno dei pezzi più celebri degli Stones, Brown Sugar. Eccolo dal vivo al concerto di Copacabana del 2006.


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Federico Durante
Author:Federico Durante
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Chi sono:
Giornalista di giorno, musicista di notte. In Cluster ho studiato chitarra elettrica, basso elettrico e batteria. Successivamente mi sono avvicinato da autodidatta allo studio del contrabbasso e del violoncello. I miei gusti musicali sono orientati a 360° da Liszt ad Apparat.