Fra tutto quello che ho visto al festival di San Remo vorrei segnalare un artista che mi ha colpito molto: Stromae. Durante il festival ha fatto una performance bellissima cantando Formidable fingendosi ubriaco (secondo me nelle prime file qualcuno c'è pure cascato).

Il giorno dopo è stato ospite di a Che Tempo Che Fa e lì ha presentato il singolo Formidable con mezza faccia truccata da uomo e mezza da donna.

Mi ha colpito perché nell'epoca di selfie e di duckface, nell'era di facebook e instagram, in cui ognuno cerca di raccontare se stesso, la propria vita, i propri interessi, le proprie passioni, quello che mangia o dove dorme, mostrare quello che fa e che ha, Stromae ha detto: "In questo disco avevo voglia di raccontare delle storie vicine alla realtà prendendo più distanza possibile da quello che sono io". Ad avercene di artisti così!

Riflettendoci, è una delle più grandi verità della musica e dell'arte in genere, la sintesi del vero artista, ossia colui che fa passare l'arte attraverso di sé come se fosse uno strumento, mettendoci il suo stile in trasparenza e senza aggiungere sé stesso. Così un pittore non dipinge sempre e solo la sua stanza, ma la lacrima sul volto di una donna, un paesaggio lontano eccetera. Così un regista racconta la vita, non necessariamente la propria. Così un fotografo non fa solo autoscatti. Così gli attori non parlano di sé ma interpretano un ruolo fingendosi qualcun altro. I cantanti (quelli bravi) non raccontano la propria storia ma interpretano e mettono in musica quello che vedono attorno, e così via. Penso che sia un bell'insegnamento per chi voglia fare musica e arte.


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Emanuele Bazzotti
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