Il vino – quello buono – è un'esperienza sensoriale unica: la vista ne coglie le sfumature di colore, l'olfatto ci inebria del suo profumo, col tatto apprezziamo la temperatura e la forma del calice, con le papille gustative ci abbandoniamo al suo sapore. E se volessimo integrare anche il quinto senso, l'udito, per stimolare contemporaneamente tutte le nostre percezioni?

Quella che vi proponiamo è una piccola guida istantanea per abbinare a dieci fra i vini doc più noti altrettanti dischi - recenti e non, jazz e rock. Così la prossima volta che organizzate una cena sapete cosa mettere sul piatto (della tavola e del giradischi).

 

Nebbiolo – Chet Baker, Chet Baker Sings

nebbiolo

Per il signore dei vini piemontesi un classico del jazz easy listening. La voce dolcissima e malinconica di Chet Baker e gli arrangiamenti essenziali di standard come My Funny Valentine e There Will Never Be Another You sono la perfetta colonna sonora per un vino dal corpo persistente ma morbido.

 

Sangiovese – Jack White, Lazaretto

sangiovese

Un abbinamento per dare la carica. Il sapore leggero e vivace del Sangiovese incoraggia i riempimenti del bicchiere e cerca un accompagnamento musicale capace di dare una scossa. La nostra scelta cade sull'ultimo lavoro solista di Jack White, con il suo rock alternativo di sicura presa che non permette di stare fermi.

 

Prosecco – Bruce Springsteen, The River

prosecco

Il disco più famoso di Bruce Springsteen è davvero un fiume in piena luminoso, ricco, vitale. Un album doppio che spara un'infilata di pezzi memorabili, anche fra quelli meno noti. Questo brioso soft rock si accompagna a un altro “classico”: il Prosecco, che con le sue bollicine e i suoi riflessi dorati piace davvero a tutti.

 

Vermentino – Santana, Caravanserai

vermentino

Il quarto album di Carlos Santana è un lavoro per molti versi audace: meno riferimenti schiettamente latino-americani, più spazio a strumentali, lunghe improvvisazioni e aperture fusion (siamo nel 1972). Un paesaggio sonoro di ampio respiro che trova il suo naturale compagno in un vino fresco ma dal gusto deciso come il Vermentino.

 

Chianti – Michael Hedges, Aerial Boundaries

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Il vino toscano per eccellenza ha un gusto morbido, fresco e delicatamente sensuale. Per questo richiede una colonna sonora capace di esaltarne al meglio la rotondità: scegliamo il capolavoro di Michael Hedges, Aerial Boundaries, che ha ispirato generazioni di chitarristi acustici anche se è relativamente misconosciuto dalle nostre parti.

 

Nero d'Avola – Donald Fagen, The Nightfly

nero avola

Un disco “notturno” per un vino tenebroso. L'album di Donald Fagen ha stile, classe e quel tanto di tocco jazz che basta per immaginarlo come la trasposizione sonora di un appuntamento galante. Il carattere intenso e riflessivo del Nero d'Avola ne esalta ancora di più le qualità.

 

Primitivo – Flying Lotus, You're Dead!

primitivo

Flying Lotus è autore di uno degli album più interessanti degli ultimi anni, purtroppo passato rapidamente nel dimenticatoio. You're Dead! è un disco incatalogabile, una specie di Bitches Brew del nuovo millennio che fonde hip hop e fusion, soul ed elettronica. La complessità delle suggestioni organolettiche del Primitivo trova in esso un naturale compagno.

 

Cannonau – Sampha, Process

cannonau

L'album d'esordio del talentuoso Sampha, altro lavoro che parte dalla black music per espandersi verso territori inesplorati, è intenso e sorprendente. Lo abbiniamo al Cannonau, vino sardo dal sapore secco e ricco. Per serate dal mood introspettivo.

 

Müller-Thurgau – Roxy Music, Avalon

muller thurgau

Eleganza: il capolavoro pop dei Roxy Music si può riassumere in una parola sola. Eleganza nei testi, negli arrangiamenti, nello stile del leader Brian Ferry. Per serate galanti non c'è niente di meglio della freschezza vellutata del Müller-Thurgau. Per questo i due non possono che stare insieme in questa nostra piccola guida.

 

Aglianico – Portishead, Dummy

aglianico

Concludiamo con un vino campano caldo e corposo, l'Aglianico. Definito da alcuni il Barolo del sud Italia, si lascia gustare lentamente e con parsimonia. L'invito all'ascolto cade su uno dei capolavori del trip hop, l'ipnotico e sensuale Dummy.

Informazioni sull'autore
Federico Durante
Author:Federico Durante
Caporedattore
Chi sono:
Giornalista di giorno, musicista di notte. In Cluster ho studiato chitarra elettrica, basso elettrico e batteria. Successivamente mi sono avvicinato da autodidatta allo studio del contrabbasso e del violoncello. I miei gusti musicali sono orientati a 360° da Liszt ad Apparat.