Missione in Cambogia, cosa starà succedendo? 
Abbiamo intervistato Luca Codecà, e non solo, per sapere come sta andando.

Ma prima facciamo un po' di storia.
Estate 2016: Massimo Dall'Omo parte per la Cambogia per insegnare a suonare la chitarra a 40 ragazzi cambogiani nella Missione di Padre Luca Bolelli a Stung Trong.
Dicembre 2017: La missione continua sempre con Massimo che questa volta è affiancato da suo figlio Filippo, allievo della Scuola di Musica Cluster, per inserire l'insegnamento della batteria.
Dicembre 2018: Cluster cerca un insegnante che abbia voglia di partire per circa nove mesi per creare una vera e propria scuola di musica.
Gennaio 2019Luca Codecà, storico insegnante della Scuola di Musica Cluster, parte per la Cambogia seguito da Chiara Groppi, allieva di batteria della scuola, con una mission: creare una scuola di musica.
E ora? Cosa starà succedendo? 
Abbiamo chiesto a Padre Luca Bolelli, Luca e Chiara come sta andando.
Ecco qui i loro racconti.

Padre Luca Bolelli racconta:

“Ogni volta che passo al nostro centro di Stung Trong e vedo giovanotti presi a suonare la chitarra, la batteria, il basso... mi si riempie il cuore. La nostra Stung Trong International Music School è nata infatti per loro. Il nome suona volontariamente altisonante, un po' per scherzo, viste le dimensioni 4x6 dell'unica stanza che compone la scuola, un po' perché, noi, diciamolo (sempre col sorriso), ce lo possiamo effettivamente permettere! Internazionali lo siamo veramente, a differenza delle diecimila scuole e scuolette che qui in Cambogia sparano questo titolo su insegne a caratteri cubitali, ma nascondono, spesso e volentieri, un semplice ma intraprendente insegnante cambogiano che di Inglese conosce, a mala pena l'alfabeto! Internazionali noi lo siamo perché abbiamo Luca, italiano, insegnante di chitarra e responsabile del progetto, Chiara italiana, volontaria insegnante di batteria e basso, Julie, francese, volontaria insegnante di pianoforte... Ma "international" a parte, è la Musica il vero punto forte della nostra scuola. La Musica, linguaggio del cuore, che anche in questo angoletto di mondo, riesce a toccare nel profondo giovani e meno giovani. Poter insegnare loro a parlare questa lingua è stata la spinta che ci ha fatto sognare questa avventura. Sogno che non si sarebbe mai potuto realizzare senza l'incontro con quel mondo di vita e simpatia che è Cluster, cioè Vicky, Massimo… e ora Luca, Chiara… e chissà chi altro! Non è ancora tempo di cantare vittoria, le tre settimane di insegnamento intensivo presso il Liceo locale sono andate bene (le belle esperienze degli anni scorsi ci facevano stare tutto sommato tranquilli), ma ora sono iniziati i quasi nove mesi di gestazione, in cui si tratta di creare la scuola e farla stare in piedi anche dopo la partenza (il parto!) di Luca. Ma per adesso, il solo vedere quei giovani, tutti presi a cercare di fare uscire i loro primi suoni aggraziati da strumenti che finora avevano visto solo in televisione, questo mi basta. Chi ben inizia, è a metà dell'opera!”

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Luca, responsabile del progetto è entusiasta:

La scuola di musica sta prendendo forma.
Dopo aver fatto il primo corso a scuola (le ormai famose 40 chitarre per 40 studenti) ed il primo saggio, abbiamo avviato la scuola di musica direttamente nel centro di Padre Luca Bolelli.
Ad ora abbiamo circa 50 allievi tra ragazzi del centro e ragazzi esterni. Alcuni di questi sono ragazzi che hanno fatto il corso nella scuola superiore, mentre altri sono nuovi studenti.
Nei prossimi giorni inizierò il primo corso di teoria musicale, sarà una missione spiegare in inglese e con le poche parole di cambogiano che conosco!
Sto anche provando a far partire dei gruppi di musica d’insieme ma, ironia della sorte, a volte anche in Cambogia è difficile incastrare gli orari di tutti.
La prossima settimana inizieremo anche un corso di musica in una scuola elementare e nel pomeriggio, con un volontario francese, faremo lezioni di chitarra e pianoforte.
Il tutto richiede assestamento, perché la cultura è diversa, perché la mentalità è diversa, perché la gestione e la sensazione del tempo sono diversi.
L’assestamento è chiaramente mio, non loro.
Si sta creando una bella energia, i ragazzi vengono a scuola in ogni momento per suonare… prendono la chitarra, si siedono fuori e suonano. Chi è più esperto aiuta l’altro, chi ha dei dubbi chiede. E questo è magico.” Luca 8

Chiara è appena tornata, per lei la missione in Cambogia è stata sicuramente molto formativa in quanto era la sua prima esperienza di insegnamento.

Ecco cosa ci ha raccontato:

“Passare dall'essere studente all'essere insegnante era una sfida che mi incuriosiva molto: quello che ho imparato è che alla fine gli ingredienti base sono tanta voglia di fare e di mettersi in gioco.
L'entusiasmo col quale i ragazzi hanno accolto il progetto non ha potuto che stimolare il mio impegno quotidiano: il loro interesse e la loro dedizione diventano la tua energia. All'inizio insegnavamo nella loro scuola in quelli che per loro erano orari di pausa dalle lezioni, i ragazzi pranzavano in 10 minuti per poter presenziare, ricominciando subito dopo le loro lezioni scolastiche, rinunciando così all’unica pausa che avevano.

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Quando poi il progetto si è evoluto, trasformandosi dal semplice corso alla vera e propria scuola di musica, non è stato semplice organizzare le lezioni, il numero di studenti che hanno aderito è stato alto fin da subito e siamo riusciti a cominciare con una volta a settimana per ciascuno, con la possibilità di presentarsi presso la scuola nel tempo libero per esercitarsi e fare pratica al di fuori delle lezioni. In questo modo la scuola è stata avviata diventatando un luogo aperto di aggregazione e scambio libero di idee e consigli, occasione per fare pratica in compagnia, insegnarsi a vicenda e venire a contatto con altre persone che condividevano la stessa passione per la musica.
Il periodo della mia permanenza è volato con una velocità incredibile, ma ho potuto provare l'opportunità di trasmettere la musica e percepire il piacere e l'impegno di chi vuole imparare. Tutto questo rappresenta una forma di arricchimento straordinario a livello umano, e penso che sia tale sia per chi insegna che per chi apprende.
È cominciato tutto ancora da poco, ma personalmente la soddisfazione per quel che è stato costruito partendo da zero, fin dalle prime esperienze con Massimo, è sicuramente alta: vista la risposta positiva, si stanno inserendo nel programma della scuola nuove proposte, come un corso serale di teoria musicale o le prime band di musica di insieme. Luca farà proseguire tutto quanto fino ad agosto, e spero che il progetto possa crescere per andare a coinvolgere e arricchire un numero sempre più alto di persone.”

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Questo è il percorso che Cluster, insieme alle persone coinvolte, ha intrapreso.
Questo è quello che la musica, con gli ingredienti giusti, può fare.
Da Stung Trong è tutto. Ci risentiamo tra circa 70 giorni per i prossimi aggiornamenti.

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Informazioni sull'autore
Silvia Conte
Author:Silvia Conte
Chi sono:
Musicista, insegnante di flauto traverso della Scuola di Musica Cluster dal 2011