Mi ricordo che quando frequentai la scuola per arrangiatori, si faceva a gara a chi metteva più tracce nel proprio mix e riusciva comunque a farle sentire tutte. Era di moda avere song con novanta tracce, magari in una c'era solo un sonaglio.

Ora la moda sembra invertita, meno strumenti e meno tracce.

Non so se sia per la crisi (economica o di idee), però a me questa tendenza piace perché si va all'essenza della musica. Io che non ho l'orecchio allenato al mix, riesco a distinguere meglio tutti gli strumenti all'interno degli arrangiamenti, più di quanto riesca a fare con pezzi di qualche anno fa.

Magari un giorno si tornerà a registrare con un massimo di otto tracce, o quattro, come imponeva la tecnologia anni fa. E magari si tornerà anche all'analogico, in cui cancellare una registrazione e rifarla non era semplice come premere un tasto sul computer. A quel punto sì che si vedranno i veri musicisti. Potrei fare diversi esempi di questa tendenza, segnalo DNA di Anna F perché entra uno strumento per volta.


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Emanuele Bazzotti
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