Da settembre 2019 al via un nuovo corso di coro swing italiano con Claudia Cantisani e Felice del Vecchio, insegnanti di canto e pianoforte a Cluster, coppia nella vita e nella musica.


Perché un coro swing?

Ci entusiasma da matti l’idea di recuperare il filone dello swing italiano dagli anni '20 fino ai giorni nostri.

Vogliamo riscoprire insieme agli allievi tutta la bellezza e il valore di certe canzoni, la leggerezza delle melodie, l’ironia dissacrante delle parole e faremo cantare il coro come una vera e propria big band, con le squillanti rispostine dei fiati cosi tipiche di quel genere allegro, frizzante, travolgente e divertente come solo lo Swing sa essere!

 Blue Note by Sandro Niboli 13


Cos’è lo swing?

Con la Swing Era ci si riferisce ad un periodo in cui il jazz era popolarissimo, come ai nostri giorni lo è il Pop!

Questo periodo si colloca tra gli anni '30 e '40 del Novecento, tra New York e Kansas City, dove le grandi orchestre suonavano lo swing, un genere ballabile.

Il termine “swing” significa letteralmente “oscillare” o “dondolare”.
Dalla fine degli anni '20 cominciò a farsi strada questo nuovo modo di concepire la sessione ritmica e l’esecuzione delle note all’interno dei brani che divennero particolarmente movimentati, dinamici, ed eseguiti in un mood che potrebbe appunto essere definito sincopato e oscillante.
Storicamente questo fenomeno culturale è il prodotto di una serie di cambiamenti verificatisi all’interno della società americana in età contemporanea; infatti dopo il periodo del proibizionismo cominciò a diffondersi un forte bisogno di innovazione anche sotto il profilo musicale e nel campo dell’intrattenimento!

La paternità dello swing italiano, nato su emulazione del filone americano, è da attribuire ad Alberto Rabagliati ed al Trio Lescano. In seguito anche Fred Buscaglione si ispirò allo swing americano per le sue innovative canzoni.

In tempi più recenti, famoso e stimato swingman italiano fu Sergio Caputo, che soprattutto con i suoi primi album fece apprezzare questo genere alle nuove generazioni.

Dal 2010, nel tentativo di riportare alla luce questo genere, la cantautrice Simona Molinari, si è concentrata su di esso fino a proporlo, con i progressivi lavori discografici, nella variante dell'electro swing.

 

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Chi sono Claudia Cantisani e Felice Del Vecchio

Siamo una coppia nella vita e nella musica (Claudia insegnante di canto e Felice di pianoforte, ndr.). Abbiamo all’attivo due dischi che si ritagliano spazio nel genere dello swing e della canzone d’autore.

Siamo cresciuti a pane e swing, lo abbiamo studiato da un punto di vista vocale, di arrangiamento e di composizione, lo creiamo e lo eseguiamo nei nostri concerti.

Ma è molto più semplice parlare di noi attraverso le recensioni che hanno parlato della nostra musica.

 

“…con testi ironici e l’atteggiamento di chi non vuol prendersi troppo sul serio, possiamo definire la Cantisani una versione femminile del Sergio Caputo di “Un sabato italiano”, attenta a cogliere gli aspetti “leggeri” della vita…”

Recensione di Luzzatto Fegiz dal “Sette” de “Il Corriere della sera”

 

 

“...di Claudia colpisce la voce: d’acchito viene in mente la prima Mina una su tutte “Nessuno”. Elegante e giocoso, l’album scorre piacevolmente tra citazioni colte: Tenco, Jannacci, Buscaglione e Bruno Martino...”

Recensione di Guido Biondi da “Il Fatto Quotidiano”

 

“…accanto al Diploma in canto lirico, la Cantisani ne meriterebbe uno in ironia. La sua bella voce si destreggia tra le vie del Jazz e dello Swing, rimandando al glorioso repertorio italiano anni '50 che ebbe tra i suoi protagonisti Fred Buscaglione…”

Da “Il Manifesto”


“……con una voce che è uno strumento aggiunto ad un gruppo di ottimi musicisti, già il primo pezzo è puro swing di gran classe: fanno dondolare sulle gambe e divertono sia la musica sia lo spirito dei versi….”

Da “Musica Jazz”

 

“Nelle scelte di Claudia il modo più elegante e più umile di mettere uno straordinario timbro vocale al servizio di una memoria storica che diventa futuro con arrangiamenti sapientemente estratti da una profonda cultura jazz. Dietro a questo lavoro il sorriso di Fred Buscaglione è chiaro come la chiarezza espressiva nelle parole mai messe per caso a pennellare episodi di vita quotidiana e scrutati con la giusta dose di ironiache dire..

E Sarà musica...”

dalle note di copertina di Fausto Mesolella (Avion travel) per “Storie d’amore non troppo riuscite”

 

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