Intervista di Vicky Schaetzinger a Padre Mario Ghezzi, direttore del Centro Pime di Milano.


“Per poter stare in una missione sei obbligato a destrutturarti, a rompere i tuoi schemi, a toglierti di dosso le sovrastrutture che ci ingabbiano, linguistiche, culturali, mentali. E inevitabilmente la tua testa si allarga…”. Padre Mario Ghezzi


Ho voluto intervistare personalmente il direttore del Centro PIME, in occasione della festa di inaugurazione del Nuovo Centro Pime di Milano sabato 14 settembre 2019 dalle ore 16:30 in poi, dove parteciperanno anche gli allievi Cluster in un concerto dedicato a loro.

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Sei stato in Cambogia 17 anni come missionario e poi sei stato catapultato in questa Milano del 2019. Della tua esperienza missionaria quali risorse hai portato indietro?

Essenzialità e concretezza.
Passare 17 anni in Cambogia vuol dire andare all’essenza delle questioni. Non puoi pensare ai fronzoli, a tutto ciò che è accessorio, devi andare veramente all’essenza. Io credo che la Cambogia non solo mi ha insegnato ma mi ha costretto a vivere questa cosa. A Milano ho portato proprio il non perdersi dietro a ciò che non è essenziale alla tua giornata, al tuo pensiero, alle tue emozioni, a tutto ciò che sei e a tutto ciò che ti sta intorno, al lavoro che fai.


La vita in missione è una missione di vita anche in città... Cosa succederà a metà settembre e perché è così importante?

Il 15 settembre ci sarà l’inaugurazione della nuova sede del centro missionario PIME di Milano, che si trasferirà da via Mosè Bianchi a via Monte Rosa 81, nella “casa madre” del PIME, da cui idealmente tutti i missionari partono per il mondo.
Dalla ristrutturazione di quella casa abbiamo recuperato i sotterranei, che in passato erano usati come cantine povere, locali semplici, magazzini molto bui. In realtà ci siamo accorti che hanno dei soffitti ad arco molto suggestivi, con delle finestrature che li rendono molto luminosi, per cui tutta quest’area di 1200 mq è stata ristrutturata per poter collocare i nostri negozi: libreria, articoli religiosi, commercio equosolidale, prodotti dai monasteri. In più collocheremo una parte assolutamente nuova: una caffetteria, dove si terranno anche eventi di tipo culturale. Ci sarà una zona di accoglienza da dove essere indirizzati rispetto alle diverse attività, luoghi e uffici del PIME; un’area multimediale di presentazione dell’Istituto del PIME (Chi è il PIME? Cosa fa il PIME nel mondo? Qual è la sua storia? Quali sono i suoi personaggi più importanti?); dopodiché si accederà alla zona che è un po’ il cuore di tutto, il Museo di Arte Orientale, anch’esso un’esperienza multimediale in diversi punti, che sarà suddiviso per tematiche (Estremo Oriente, Cina ecc.).
La reazione di chiunque porti a vedere il cantiere è la convinzione che questo sarà un punto importante per la città, quindi mi viene da dire che sarà una realtà che saprà istintivamente interloquire con la città perché sarà un luogo di apertura, di accoglienza, dove si è spinti a venire dal desiderio di vedere qualcosa di bello, di interessante. In più ci sarà una sala da 70 posti per eventi culturali, piccoli concerti, rappresentazioni teatrali. Ci saranno una serie di proposte culturali, la presentazione di tutte le attività del PIME che non si fanno qui in loco: i cammini per giovani che si preparano ad andare in missione, la possibilità di far partire un’adozione a distanza, l’adesione a progetti portati avanti dalle missioni in Africa e in Asia…

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Quindi saranno tutti esposti lì?

Esatto! Anche chi passasse solo per un caffè, scoprirebbe che qui c’è un mondo che magari non avrebbe scoperto diversamente: scopre che può far partire un’adozione a distanza, può sostenere un progetto in Africa, può chiamare la mondialità nella scuola dei propri figli per certi progetti e moduli educativi o, se fosse giovane, può scoprire la possibilità di partire con il PIME per un mese. Dalle 8.00 alle 20.00 dal lunedì al sabato ci sarà sempre qualcuno, con l’intento di diventare un luogo accogliente anche per chi semplicemente abbia voglia di chiacchierare nel giardino.

Mentre parla penso a quanto sarebbe bello e utile per i nostri giovani di Cluster partire un mese in missione e portare ai bambini il loro amore per la musica…


Lo slogan di questo rilancio è stato “La missione al centro”: cosa vuol dire questo slogan?

“La missione al centro” nel senso che la missione è al centro del nostro pensiero, della nostra attività. Siamo un istituto missionario, per cui gente che dedica la propria vita alla missione, alla Chiesa, ma la dedica proprio andando in missione, quindi lasciando il proprio paese per andare in un paese del terzo mondo ad annunciare il Vangelo, assistere situazioni di povertà. Questo è il cuore di quello che è il PIME e anche di quello che fa il centro PIME, quindi la missione è al centro due volte: la missione è al centro PIME, ma anche al centro del centro PIME e delle sue attività.

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Come vedi il PIME nel futuro prossimo e tra dieci anni?
Intanto ci tengo a segnalare che nel futuro immediato e, precisamente, il 19 e 20 ottobre 2019, ci sarà la giornata Missionaria dei Giovani. Ogni giovane che verrà sarà il benvenuto!

Nel futuro prossimo vedo il Pime come un centro che si rivolge a tutte le fasce di età possibili, con una proposta culturale diversificata e strutturata per tutte queste fasce di età, con un’attenzione particolare al mondo giovanile, perché questa è la nostra vocazione sull’Italia e, in particolare, su Milano. Come sarà tra 10 anni non oso immaginarlo, ma oso credere che sarà una cosa talmente interessante che è impossibile immaginare cosa potrà essere.
Sicuramente riesco ad immaginare che il PIME porterà il mondo in casa, dando spazio alle nuove idee che appartengono ad ogni luogo ed epoca storica.


Cluster avrà l’onore di partecipare all’evento di inaugurazione del nuovo centro PIME. Perché Cluster?
A questa domanda ride e mi sento un po’ imbarazzata perché la sua espressione mi sta dicendo: ma che domanda mi fai?

Cluster?

Cluster è musica e la musica è un linguaggio universale, Cluster è sinonimo di ottima musica, Cluster è dentro al Pime, Cluster incontra il mondo giovanile, Cluster si è unita a noi nel mondo della missione, mandando giovani e insegnanti nelle nostre missioni in Cambogia, Cluster ha organizzato eventi di beneficenza per noi. Vuoi che vada avanti sul perché Cluster?


Ridiamo insieme, poi lo guardo. I suoi occhi sono pieni di vita e il suo sorriso è vitale. Dalla sua finestra guardo il cortile del Pime dove verrà allestito il grande palco dedicato al concerto del 14 settembre e, dentro di me, provo tanto orgoglio: la musica degli allievi di Cluster sarà un contributo alla preziosa realtà del Pime, sarà un contributo per l’inaugurazione di questo nuovo centro che ho già avuto il privilegio di vedere in anteprima: un luogo all’avanguardia, futuristico, un luogo da scoprire e, soprattutto, da vivere.

Grazie!

Vicky

 

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Informazioni sull'autore
Vicky Schaetzinger
Author:Vicky Schaetzinger
Chi sono:
Direttrice della Scuola di Musica Cluster. Musicista a livello internazionale e didatta di grande esperienza che oggi si dedica interamente alla crescita e direzione della scuola.