Devo premettere che non mi sono mai spiegato il successo di un gruppo come gli Weezer e il fatto che siano ancora attivi dopo vent'anni di album mediocri e sempre uguali. Ora però mi è tutto chiaro.

La mia conoscenza con la band di Rivers Cuomo nasce una decina d'anni fa, quando mio fratello da un giorno all'altro stabilì che erano il suo gruppo preferito. Da allora per i successivi tre anni mi sorbii quotidianamente la loro musica fino a conoscere a memoria l'intera discografia, b-side e alternate take compresi. Un incubo.

Ai tempi ero in pieno trip adolescenziale Nirvana-Guns N' Roses-Iron Maiden e gli Weezer apparivano ai miei occhi come l'esatta antitesi di tutto ciò che una rockstar doveva rappresentare: eccessi, disagio interiore, rabbia da urlare in faccia alla società. I quattro placidi ragazzi di Los Angeles invece vendevano milioni di dischi con le loro canzoni a base di melodie facili e sorrisetti da dietro gli occhialoni da nerd.

Oggi, dopo più di vent'anni di carriera musicale, gli Weezer escono con un nuovo singolo che ha tutto il sapore di un ritorno alle origini: Back To The Shack. Ed è ascoltando questo pezzo nostalgico di due accordi che mi sono reso conto di non aver mai capito quanto fossero avanti.

Green Day chi?

Gli Weezer suonavano nel 1994 il genere di rock con cui i Green Day avrebbero riempito gli stadi dieci anni dopo, con la "svolta" di American Idiot: quel pop/pseudo-punk fatto di accompagnamenti lenti in power chord con scarsissimi arrangiamenti e melodie accattivanti. Basta ascoltare il disco d'esordio degli Weezer, il Blue Album, per capire che era tutto già lì. A distanza di dieci anni ritrovo anche delle piccole perle come le adorabili parti di chitarra di Say It Ain't So.

Nerd attitude

Erano hipster prima che fosse figo esserlo. Il che significa che apparivano come dei perfetti sfigati. Gli occhialoni, le camicie a quadri o a pois, i maglioni a righe ereditati dallo zio erano indossati con incantevole spontaneità nerd. Farlo a quei tempi voleva dire avere coraggio. Chapeau.

Fedeli alla linea

Nonostante i tempi cambiassero, così come le loro line-up, gli Weezer sono sempre rimasti incrollabilmente legati allo stile musicale del loro album d'esordio. Questo li accomuna in un certo senso agli AC/DC, e non può che fargli onore. In fondo non gliene è mai fregato niente di niente: di passare per degli sfigati, di non saper suonare, di non avere eserciti di groupie adoranti. Vera attitudine punk.

Informazioni sull'autore
Federico Durante
Author:Federico Durante
Caporedattore
Chi sono:
Giornalista di giorno, musicista di notte. In Cluster ho studiato chitarra elettrica, basso elettrico e batteria. Successivamente mi sono avvicinato da autodidatta allo studio del contrabbasso e del violoncello. I miei gusti musicali sono orientati a 360° da Liszt ad Apparat.