(Continua dalla prima parte). Perché non definire questo potere della musica, effetto Bach, Beethoven, Chopin?

La musica di Mozart rilassa invariabilmente, migliora la percezione spaziale e permette di esprimersi più liberamente, con il cuore e con la mente. I ritmi, le melodie e le alte frequenze della sua musica stimolano e caricano la creatività degli uditori e fruitori. Ma forse la chiave della sua grandezza è che in lui tutto sembra puro e semplice.

Probabilmente l'insolito potere della musica scaturisce dalla vita del compositore, dalle circostanze che ne accompagnarono la nascita. Egli venne concepito in un luogo speciale. La sua crescita è sempre stata pervasa dalla musica, dal suono del violino del padre che quasi certamente potenziò il suo sviluppo. Il padre era maestro di cappella a Salisburgo e la madre, figlia di un musicista, svolse per tutta la vita un ruolo importante nella sua educazione musicale, a cominciare dai canti e dalle serenate durante la gravidanza. Grazie a questo privilegiato ambiente, Mozart nacque 'formato' dall'arte. Esecutore di talento fin dall'età di quattro anni, fu uno dei bambini prodigio più famosi della storia e forse perché il suo talento si rivelò in un'età così precoce, non perse mai l'aura di eterno bambino.

Come per molti giovani virtuosi, la mente compositiva di Mozart fu accompagnata dal caos della vita privata. Eppure, gli effetti caotici della sua esistenza hanno paradossalmente alimentato la sua arte e oggi aiutano ad alimentare la leggenda che lo circonda, accentuano l'eleganza della sua tragica ed assurda vita: il canale di comunicazione con l'armonia celeste non si interruppe mai. Un genio che ha saputo conciliare gli opposti, l'assoluto ed il relativo, la purezza dell'espressione artistica e l'accettazione degli innumerevoli contrasti umani, la capacità di deificarsi senza perdere per questo le fattezze terrene, la lievità del tocco e la profondità del pensiero.

Nel compositore la musica, espressa tramite l'intensità e la ricchezza del proprio genio, funge da “tentata soluzione funzionale”, un modus operandi funzionale al superamento di personali situazioni problematiche o di disagio, brevi o durature, come potevano essere per il compositore una costante sensazione di solitudine estesa nei diversi contesti di vita. Vale a dire che Mozart, e come lui altri grandi artisti, è riuscito a sublimare la propria “sofferenza” tramite la forma d'arte musicale, per eccellenza nella modalità creativo-compositiva. Egli si riteneva uomo di talento superiore ed attribuiva massimo valore a ben pochi eletti. Ossequio all'autorità e servilismo gli erano totalmente estranei, ancora più indifferenti la nobiltà e le onorificenze. Albert Einstein diceva di lui che fu “solo un ospite su questa terra”, volendo sottolineare l'elemento del fenomenale. Mozart, senza volerlo, fu forse non il primo artista 'povero' ma senz'altro il primo libero, diventato povero attraverso la sua tanto ambita libertà, per la quale è andato in rovina.

A mio parere, l'ascolto e l'esecuzione di Mozart permettono di cogliere gli elementi essenziali del linguaggio musicale, poiché proprio a partire da questo autore, apparentemente semplice, scorrevole ed infantile, si può cogliere la complessità della musica. Più Mozart sembra solare, sereno, apollineo, più si è indotti a cogliere lo splendore della sua musica. Rauscher e Shaw hanno colto, nel loro esperimento di ascolto mozartiano, il momento temporaneo di incremento intellettivo: tale momento potrebbe poi essere inserito in una fruizione più continua e duratura all'interno di una cornice musicale e terapeutica. L'eventuale miglioramento di alcune abilità cognitive potrebbe aversi con una certa abitudine all'ascolto (piuttosto che ad un frammentario e saltuario rapporto con la musica), quindi solo e soltanto dopo un'educazione permanente e globale. Attraverso una graduale acquisizione della logica musicale, della sua struttura interna ed in particolare delle microstrutture grammaticali, delle mediostrutture sintattiche e della macrostruttura formale, l'individuo può approfondire il 'sentimento musicale' affinando le capacità logiche sia analitiche sia sintetiche. Dal mio punto di vista potrebbe esistere anche un “effetto Bach”.

Come Mozart riesce a parlare all'ascoltatore mettendo nella composizione l'ottimismo che non l'abbandona mai, nonostante la drammaticità della sua vita, così Bach risplende dello stesso ottimismo nella ricchezza della polifonia contrappuntistica, basata sulla presenza contemporanea di voci o parti che si rincorrono l'un l'altra, nella perfezione della struttura architettonica, geometrica perfetta. Entrambi convivono con una profonda serenità musicale, che emerge nella composizione, l'una, quella mozartiana, racchiusa nella chiarezza formale della forma sonata classica, l'altra, quella bachiana, nella chiarezza altrettanto formale della fuga barocca. Entrambi sono padroni assoluti della materia sonora e sanno sublimare nell'arte la loro ricchezza creativa, laica in Mozart, sacra in Bach.

La solarità delle idee tematiche di Mozart assomiglia alla solarità delle voci barocche: la perfezione della suddivisione tripartita e bitematica della forma sonata classica, con regole chiare e precise, assomiglia alla perfezione della fuga polifonica barocca, basata su una regolarità musicale grandiosa, luminosa e solenne, sul rincorrersi delle voci polifoniche che alternano il Soggetto alla Risposta. E' noto come la Fuga abbia costituito per Bach una specie di 'forma mentis' che vuol raggiungere l'affermazione unitaria attraverso il dualismo 'soggetto-controsoggetto', la sintesi ideale contro una dura prova analitica. E' l'anelito all'armonia fra bellezza e bontà, verità ed

immaginazione, uno dei più grandi tentativi umani di accordare il mondo dei sentimenti con il mondo del raziocinio. Nella forma sonata classica di Mozart (con una struttura spazio-temporale chiara ed equilibrata), tripartita e bitematica, si assiste ad una sintesi tra variazione (ignoto) e ripetizione (noto) di spazi e tempi. In particolare, nella prima parte 'Esposizione', i due temi, il primo ritmico, energico e il secondo melodico e cantabile, vengono esposti ed affermati; nella seconda parte 'Sviluppo', i temi vengono scomposti e modificati; nella terza parte, 'Ripresa', riproposti e riaffermati. In questo svolgimento formale, basato su regole precise, i temi sono subito resi riconoscibili, in modo che l'ascoltatore abbia la possibilità di distinguerli chiaramente e di abituarsi al 'noto'; successivamente vengono modificati provocando il senso dell'inaspettato, dell’ 'ignoto'. La ripresa finale riconduce alla notorietà dei temi, al 'noto', rassicurando l'ascoltatore. Parallelamente Bach afferma e rende riconoscibili subito il tema in poche battute, lo ripropone imitandolo come soggetto nella risposta (creando il 'noto') per poi combinarlo insieme con le altre voci ('ignoto'). Il musicoterapeuta Wigram ha definito i parametri che indicano se un determinato brano musicale ha effetti di questo tipo in termini di prevedibilità nell'ambito del brano stesso. Se gli elementi musicali sono stabili e prevedibili, allora il soggetto tenderà a rilassarsi, mentre se gli elementi musicali variano in maniera significativa nel corso del tempo, e sono sottoposti a cambiamenti repentini ed imprevedibili, allora il soggetto manterrà un livello alto di attivazione e di stimolazione.

 

Riflessioni di chiusura

Partendo da procedimenti, risultati e metodi, spesso in contraddizione tra loro, che richiederebbero ulteriori indagini, si vuole sottolineare la potenzialità della musica nel rafforzare una certa capacità di ragionamento ed alcune abilità cognitive più di altre. A partire dal loro costrutto, gli elementi musicali, che hanno significato solo se considerati in relazione reciproca, poggiano su configurazioni di raggruppamenti inseriti in una struttura razionalmente organizzata, sia in senso spaziale sia in senso temporale. Le abilità cognitive sono sollecitate dalla percezione e dalla conoscenza di rappresentazioni complesse, sequenziali (la melodia, l'altezza, la durata, etc) e insieme simultanee (l'armonia, gli accordi). La spazialità musicale ingloba la temporalità: la configurazione delle note non è un insieme spaziale, (trascritto sul pentagramma), ma anche temporale (espresso dalla durata dei suoni, nell'ascolto e nell'esecuzione). E' una costruzione complessa fatta di parziali successioni orizzontali sovrapposte verticalmente: l'ordine melodico ha pause, silenzi, fraseggi, citazioni timbriche, nessi e incisi in relazione tra loro; l'ordine armonico ha pause, silenzi ed accordi. In particolare la forma sonata mozartiana rappresenta la perfezione di questa struttura; la successione dei temi riconoscibili pur attraverso variazioni (esposizione, sviluppo, ripresa), inseriti in una costruzione armonica, potrebbe stimolare abilità complesse di ragionamento spaziale, grazie alla forte valenza estetica di Mozart. L'effetto Mozart, dimostrato con entusiasmo da Rauscher, Shaw e Ky per le sue implicazioni nell'incremento delle capacità di ragionamento spaziale, è stato tuttavia contestato dai ricercatori successivi, ma conserva un affascinante potere conoscitivo e terapeutico.

 

Informazioni sull'autore
Nicoletta Filella
Author:Nicoletta Filella
Chi sono:
Pianista classica, compositrice e cantautrice. Psicoterapeuta Cognitiva e della musica, insegnante di pianoforte presso Cluster