Luci su di te. Gli occhi convergono al centro del palco. Sulla tua chitarra. La gloria della musica ti pervade in un onirico arpeggio solistico. Gli occhi socchiusi in comunione con lo spirito del chitarrismo.

Il plettro accarezza le corde, un vibrato, per accrescere l’emozione… Poi… Qualcosa di estremamente sbagliato spezza il filo del sogno. Quel maledettissimo Sol, ora suona un quarto di tono sotto. Tutti si risvegliano dall’estasi, infastiditi. La tua gloria viene spazzata via come un seme infertile infranto dal crudele vento primaverile.

Non voglio che questa terribile sofferenza affligga proprio voi, quindi vi spiegherò qualche accorgimento per evitare che la vostra chitarra si scordi troppo facilmente.

La prima cosa che dovrete fare è chiedervi quanto tempo fa avete cambiato le corde. Se la risposta è “Mah… Non ricordo… Avevo ancora l’apparecchio...”, vuol dire che abbiamo già trovato il problema.

Quindi – primo step – andate a leggervi come cambiare le corde alla chitarra elettrica e tornate qui solo quando la vostra chitarra avrà tirato un bel sospiro di sollievo e si starà godendo la freschezza del nickel appena montato. Mi raccomando: assicuratevi di ancorare nella maniera corretta le corde all’alberino della meccanica, o la corda, durante i vostri bending selvaggi, si sfilerà inesorabilmente dal foro e si scorderà.

Con le corde nuove, brillanti ed elastiche, il vostro strumento avrà già guadagnato il 200% in più di tenuta, ma vediamo gli altri fattori che possono influire.

Naturalmente la buona qualità delle meccaniche della vostra chitarra è fondamentale – non che debbano essere le SuperGearOptimumPerformancePremiumTuners da mutuo in banca, ma magari non quelle cinesi fatte con lo stagno, ecco. Se avete qualche soldino da parte e la voglia di fare un dono al vostro strumento, potete pensare di sostituirle con un set di livello superiore.

Poiché la corda ha un punto di perno su cui si appoggia e in cui deve poter scorrere, esso deve essere di un materiale di qualità e possibilmente naturalmente lubrificato. Parlo del capotasto: assicuratevi che non sia di plasticaccia, ma magari di osso naturale o di Tusq, e che i solchi siano abbastanza larghi da alloggiare la corda in modo preciso ma con relax, senza costringerla o addirittura bloccarla.

Anche il setup corretto dello strumento è molto importante per garantire stabilità: un manico troppo incurvato sarà meno rigido e quindi più soggetto a micromovimenti che inficerebbero la tenuta generale dell’accordatura. Stessa cosa per un ponte tremolo troppo impennato: molto sensibile ai vibrati ma molto meno stabile.

A proposito dell’argomento manico voglio fare un piccolo appello alla vostra sensibilità.

La cosa superfica delle chitarre, secondo me, è che siano fatte di legno, di alberi: qualcosa di vivo che vibra nella vostre mani, portandosi dietro tutta la storia della sua crescita. Essendo una fibra organica, il legno reagisce alle condizioni climatiche dell’ambiente in cui viene immerso: se messo in un ambiente riscaldato e con un basso livello di umidità, reagirà seccandosi e restringendo la fibra, nel verso in cui Madre Natura ha deciso. Quindi, se malauguratamente metterete la vostra chitarra di fianco ad un calorifero, aspettatevi che il manico si muoverà a suo piacimento e sarete costretti a dover intervenire sulla sua curvatura con il truss rod, azione che è preferibile sempre limitare, in quanto forza la fibra in una posizione innaturale. In modo analogo, un ambiente troppo umido o freddo farà intirizzire le cellule del nostro acero. E un acero infreddolito suona peggio. Davvero eh.

L’umidità, inoltre, non danneggia solo il legno, ma fa ossidare molto più in fretta il rivestimento delle corde, diminuendone l’elasticità e la durata.

Ok, fine dell’appello alla sensibilità. Ora posso contare sul fatto che vorrete bene al legno del vostro strumento.

Una volta controllato tutto, non ci resta che accordare finemente e tenere l’accordatura il più costante possibile nel tempo. Lo strumento migliore per accordare è sicuramente un accordatore digitale con entrata jack, ma anche quelli a pinza e le app da smartphone sono sufficientemente precisi.

Ora lanciatevi sul palco senza paura: la vostra chitarra non stonerà più!

 

Rossella, oltre che una brava musicista della Scuola di Musica Cluster, è anche un'ottima liutaia. Se da solo proprio non ti raccapezzi con il setup della tua chitarra, o se vuoi rifarti gli occhi con le sue splendide creazioni artigianali, ti consigliamo di visitare la sua pagina Facebook o il suo sito web.

Informazioni sull'autore
Rossella Canzi
Author:Rossella Canzi
Website:http://rossliuteria.com
Redattrice
Chi sono:
Costruttrice, riparatrice, customizzatrice e amante di tutti gli strumenti a corda e a percussione