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5 canzoni di cattivi Disney da ricordare

Se c’è un aspetto dei lungometraggi animati Disney a cui i creativi che li producono prestano un’attenzione maniacale, quello è senza dubbio il cattivo di turno. Nei classici Disney, l’antagonista non è semplicemente un pupazzo malvagio che aleggia sulla storia mettendo i bastoni tra le ruote al (o alla) protagonista per agevolare lo scorrimento della trama, un deus ex machina senza personalità che va abbattuto negli ultimi quindici minuti per arrivare al lieto fine conclusivo. La creazione del villain normalmente viene monitorata quanto quella del personaggio principale, il design viene rifinito fino a che il risultato non sia perfetto con minuziosità certosina e, soprattutto, si cerca di infondergli un carisma che rivaleggi sotto ogni punto di vista con quello dell’eroe o dell’eroina. A volte, è addirittura capitato che il cattivo della situazione fosse un personaggio persino più affascinante del protagonista… e senza che la storia finale ne soffrisse, anzi.

Insomma, considerando tutta l’attenzione che viene dedicata agli antagonisti e data la natura profondamente musical dei classici Disney, è ovvio che anche le canzoni che vengono interpretate dai cattivi nei film siano oggetto di una cura particolare. A ottantacinque anni dall’uscita del primo lungometraggio prodotto dall’azienda – Biancaneve, 1937 – la lista di performance canore azzeccatissime messe in fila dai vari antagonisti è piuttosto corposa ma, come sempre, ci siamo presi la libertà di segnalarne in particolare cinque.

Ursula

Avversaria di Ariel, protagonista de La sirenetta, Ursula è la strega del mare, metà donna e metà piovra. La sua canzone (che in realtà non ha nemmeno titolo) accompagna un momento drammaturgicamente fondamentale della trama, ossia la rinuncia alla voce di Ariel e la conseguente trasformazione in un essere umano. Il testo acido ma sarcastico, sgradevolmente divertente, è un ottimo esempio dell’ironia nera tipica dei personaggi malvagi più riusciti del repertorio disneyano; inoltre, la musica aiuta la transizione dal dialogo persuasivo con cui Ursula cerca di convincere la protagonista a sottoscrivere il loro accordo alla formulazione dell’incantesimo vero e proprio. Tuttavia, ciò che rende tutto il momento musicale davvero memorabile è l’integrazione del tema vocale di Ariel all’interno del brano, con tanto di duetto tra la protagonista e Ursula, un contrappunto che scema nella risata malefica e inquietante della strega una volta compiuta la trasformazione. Questo momento in particolare segna in qualche modo la conclusione del primo atto della storia e l’inizio del secondo, dove la protagonista è muta per tutto il tempo.

Rattigan

Nemico giurato di Basil di Baker Street, protagonista eponimo di Basil – L’investigatopo, Rattigan è uno dei cattivi Disney più azzimati ed eleganti anche se sotto questo aspetto più dandy nasconde un lato bestiale e furioso. Ciò nonostante, è un personaggio che ha una tendenza artistica più spiccata di altri e, nel suo film, è protagonista di non uno ma ben due numeri musicali (anche se va precisato che il secondo è più che altro usato come sfondo, non è una “canzone” in senso classico). Il primo è l’esecuzione del brano che in inglese si chiama The World's Greatest Criminal Mind ed è questa la vera “canzone del cattivo” in senso canonico: in italiano viene indicata come Oh, Rattigan o La canzone di Rattigan. Testo ironico e brillante, il pezzo è interamente giocato su una struttura dialogica tra Rattigan, voce solista, e il coro fatto dai suoi lacchè criminali, in un gioco di botta e risposta continue che esalta l’interpretazione di Glauco Onorato, voce italiana del personaggio.

Scar

Probabilmente, quello di Scar non è solo uno dei momenti musicali più belli tra quelli dedicati a un antagonista ma addirittura uno dei migliori in assoluto tra quelli pensati e realizzati per i film usciti in sala durante il periodo chiamato “Rinascimento Disney”, ossia il decennio che va dal 1989 al 1999. Sarò re (Be Prepared in originale) è del resto opera di Elton John, che ha scritto la musica di tutte le canzoni del film. Il testo inglese è invece di Tim Rice e l’adattamento italiano di Ermavilo, entrambi collaboratori di lunghissimo corso dei Walt Disney Studios sui due opposti lati dell’oceano. Il pezzo è suggestivo, potente, dotato di una certa qual eleganza ma anche in grado di evocare perfettamente tanto l’anima cospiratrice di Scar, quanto la traduzione quasi militaresca dei suoi piani di conquista del trono, allineandosi perfettamente alla parte visiva del racconto. Meritano un applauso entrambi gli interpreti della canzone, cantata in originale da Jeremy Irons e magnificamente rivista in italiano da Tullio Solenghi.

Gaston

Altro film che fa parte del ciclo del Rinascimento Disney, La bella e la bestia ha una profondissima anima musical come quasi tutte le produzioni di quel periodo. In particolare, i due autori Howard Ashman e Alan Menken trassero ispirazione anche dalla musica classica e dalla musica da orchestra francese per le loro composizioni, di cui una parte rilevante sono state assegnate a un antagonista ancor più incline al canto dei suoi omologhi: Gaston. Forse per bilanciare l’esiguità del contributo canoro della Bestia protagonista e dare al film una voce maschile forte che si contrapponesse a quella femminile principale di Belle, Gaston canta molto spesso: ha una strofa nel primo brano del film, gode della classica canzone del cattivo dedicata (anche se non la interpreta da solo) ed è l’anima anche di un pezzo più corale che si chiama Attacco al castello, il quale racconta il momento decisivo in cui gli abitanti del villaggio di Belle decidono di attaccare frontalmente la Bestia, credendola malvagia. Nella versione italiana, è stato scelto un vero cantante d’opera per doppiare le parti musicali di Gaston: si tratta di Carlo Lepore, ai tempi nemmeno trentenne basso napoletano oggi molto famoso e protagonista di una ricca carriera nazionale e internazionale. Il pezzo principale dedicato al personaggio, La canzone di Gaston, viene in realtà cantata principalmente da Le Tont, suo braccio destro, ma rimane uno degli esempi più brillanti di biografia-ritratto in musica di un cattivo disneyano.

Frollo

Se Gaston de La bella e la bestia canta spesso e duettando sempre con qualcun altro (che sia Bell, Le Tont o un coro non importa), Frollo concede agli spettatori de Il gobbo di Notre Dame una sola interpretazione musicale in tutto il film che, però, gli basta ampiamente per essere ricordato anche sotto l'aspetto canoro. Brano cupo, introspettivo, inquietante e disturbante, Fiamme dell'inferno è una canzone completamente fuori da quelli che sono i canoni attuali della Disney e tratta nel testo temi molto adulti come la lussuria, il peccato, l’ossessione, il rimorso e il senso di colpa (più o meno apertamente, è ovvio, ma facendo allusioni tutto sommato chiare quando il riferimento è meno esplicito). Nelle canzoni dei cattivi dei film precedenti c’era sempre ironia, c’era sempre del divertimento o un elemento che stemperasse la malvagità dell’avversario di turno, fosse la magia o una spalla; Scar, Jafar, Ursula o Gaston avevano sempre delle gag connesse alle parti più divertenti del testo dei loro brani. Fiamme dell’inferno invece è diversa, non c’è spazio per sarcasmo o humour: è un brano fatto di fantasmi, desideri inconfessabili e ossessione. La musica segue il filo sconnesso dei pensieri di Frollo, innestandosi addirittura sul Confiteor recitato dai religiosi nella cattedrale per poi rievocare il tema portante di Notre Dame e svilupparsi in più “movimenti” interni non per forza ben collegati tra loro (scelta consapevole, peraltro). Probabilmente è solo una coincidenza ma, dopo Il gobbo di Notre Dame, nessun altro film del periodo del Rinascimento Disney ha più avuto una canzone dedicata interpretata dall’antagonista. Fiamme dell’inferno, però, ancora oggi, mantiene intatta una sua potenza evocativa unica, all’interno del contesto dei film Disney.

Autore: Giorgio Crico

Milanese doc, sposato con Alice, giornalista ma non del tutto per colpa sua. Appassionato di musica e abile scordatore di bassi e chitarre. ascolta e viene incuriosito da tutto nonostante un passato da integralista del rock più ruvido.