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Baby K: la regina dell’estate italiana in quattro hit

C’è chi ammette candidamente che il reggaeton, in Italia, è roba di Baby K e c’è chi, invece, mente spudoratamente. Claudia Judith Nahum – questo il suo nome all’anagrafe, contemporaneamente italiano e internazionale proprio com’è lei stessa – sta veleggiando alla grande verso il decimo compleanno (che cadrà nel 2025) della sua hit più grande, quella Roma-Bangkok che le ha fatto fare il salto definitivo verso la notorietà dalle nostre parti ma anche, e forse soprattutto, all’estero.

A quell’estate del 2015 in cui è definitivamente esplosa dopo una lunghissima gavetta durante la quale mollare non è comunque mai stata un’opzione, ne sono poi seguite diverse altre in cui la vocalist nata a Singapore ha inanellato successi a profusione, sia come artista principale, sia come ospite nel brano di qualcun altro. Nata artisticamente con il rap e lo UK garage, generi in voga in quell’Inghilterra di fine anni 90 dov’è cresciuta, anche una volta rientrata in Italia, Baby K ha comunque cercato di affermarsi come rapper, di fatto seguendo un sentiero molto poco battuto, prima di lei (tra le pioniere dell’hip hop italiano menzioniamo La Pina, Posi Argento e Marya. La scena rap al femminile tricolore era più o meno tutta qui).

Nei primi anni 2010, arriva la svolta melodica: pur non abbandonando rime e barre la cantante abbraccia in maniera più netta le sue influenze R’n’B, introducendo elementi di reggaeton e di pop, oltre a una piccola porticina lasciata socchiusa per la canzone italiana tradizionale, obiettivamente minoritaria ma comunque non assente. Nonostante i featuring di assoluto pregio – Tiziano Ferro, Fabri Fibra, Marracash e tanti altri – l’artista si fa un nome all’interno della nicchia urban tricolore ma non riesce a bucare la sua bolla più di un tot, almeno fino a Roma-Bangkok, appunto. E proprio da quel pezzo ripartiamo per ripercorrere gli ultimi, intensissimi otto anni di Baby K.

Roma-Bangkok

In pochissime parole: il game changer definitivo della carriera di Baby K, la svolta dopo la quale nulla è mai più stato come prima. L’artista ospite del brano è Giusy Ferreri ma, all’epoca, la sua carriera ha imboccato una traiettoria calante, dopo la prima ondata di successo seguita quasi immediatamente alla sua esperienza con X Factor. Tuttavia, la collaborazione tra le due artiste funziona a meraviglia, il pezzo è uno dei primi successi della premiata scuderia Takagi & Ketra che, grazie al brano, fa un ulteriore passo avanti e diventa quella garanzia di successo che conosciamo oggi. La canzone è di fatto un reggaeton addolcito, straripante di suoni digitali, con forti sonorità dance. Alla fine, è un centro perfetto. La canzone squassa tutto, viene ascoltata ovunque e attraverso ogni canale immaginabile: il videoclip viene visto talmente tanto che Baby K diventa la prima artista italiana a finire su Vevo, il canale YouTube dedicato ai video musicali con enorme diffusione. Roma-Bangkok rilancia Giusy e trasforma Baby K in un fenomeno reale.

Da zero a cento

Nel 2018, tre anni dopo Roma-Bangkok, Baby K è pronta per deflagrare definitivamente e diventare un nome di primissimo piano anche presso tutta quella parte di pubblico generalista che non sente granché le radio di flusso, sfrutta poco internet per ascoltare la musica e vive mediaticamente essenzialmente attraverso la televisione. Da zero a cento è infatti il brano che Vodafone sceglie per la sua campagna estiva che, tra le altre cose, prevede anche la sponsorizzazione dei Mondiali di calcio, in esclusiva sulle reti Mediaset. Ogni stacchetto, ogni lancio pubblicitario, ogni mezza pausa e, ovviamente, le partite: sono tutte occasioni in cui un estratto della canzone di Baby K viene mandato in onda. L’ingrediente principale è sempre il reggaeton, il ritornello è semplicemente assassino nella sua fluidità; chiunque lo ascolti mezza volta si ritrova a canticchiarlo dieci minuti dopo, per non parlare dell’«oh-oh oh-oh oh-ooooh» che imperversa per tutta la canzone. Il pezzo esplode e diventa la hit definitiva dell’estate 2018: a trentacinque anni, Baby K diventa finalmente un grosso calibro del pop italiano mainstream.

Non mi basta più

Canzone anomala sotto più di un punto di vista, Non mi basta più è passata alla storia della musica pop italiana degli anni 2020 essenzialmente per lo stranissimo featuring di Chiara Ferragni che non solo cantante non è ma – per sua stessa, plurima ammissione – non è nemmeno particolarmente dotata dal punto di vista vocale (per non dire che è decisamente stonata). Il brano, come capita spesso, nasce anche su impulso di uno sponsor, in questo caso la Pantene – che è anche un brand che ha come testimonial proprio la Ferragni, il che ne spiega la partecipazione – e deve restituire al pubblico una certa leggerezza nel corso dell’estate 2020, subito dopo il primo, severissimo lockdown (il che non è proprio un compito semplicissimo). Al di là della genesi, Non mi basta più funziona perfettamente e fa tutto ciò che deve: è l’ennesimo successo estivo firmato Baby K che, alla fine della fiera, sforna un pezzo perfettamente in linea con gli standard richiesti alle hit da spiaggia, riesce a includere la voce dell’imprenditrice digitale più famosa d’Italia senza distruggere la canzone e confeziona un brano che può anche fornire spunto per una serie infinita di meme (che, detto per inciso, alla fine non fanno altro che spingere un prodotto, reclamizzandolo indirettamente). In tutta onestà, detto proprio fuori dai denti, Non mi basta più non è certamente il peggiore tra i brani balneari proposti negli ultimi anni, sponsorizzati o no, Ferragni o no.

M’ama non m’ama

Arriviamo a spron battuto alla più assoluta attualità. L’estate 2023 vede l’ennesimo ritorno di Baby K con la sua nuova candidata al ruolo di tormentone definitivo della stagione, M’ama non m’ama. Sebbene sia un po’ la prezzemolina dell’estate in musica dell’ultimo decennio, come ricorda lei stessa, trovarsi ogni volta a dover buttar giù un pezzo buono per il mercato estivo non è proprio la più semplice delle missioni né qualcosa che si può pianificare fino in fondo perché se una canzone non funziona, beh, non funziona. Punto. Tuttavia, anche stavolta la cantante romana ci ha preso in pieno e il brano è tra i più suonati dalle radio, ha già sfondato il tetto del milione di visualizzazioni su YouTube e in tv si sente moltissimo, anche grazie alla partnership con il brand Fonzies (del resto, anche la Disco Paradise del trio Fedez-J Ax-Annalisa è la colonna sonora della campagna del Cornetto Algida). Non c’è niente da fare: Baby K è sinonimo di estate… e sembra che rimarrà così ancora per molto, molto tempo.

Autore: Giorgio Crico

Milanese doc, sposato con Alice, giornalista ma non del tutto per colpa sua. Appassionato di musica e abile scordatore di bassi e chitarre. ascolta e viene incuriosito da tutto nonostante un passato da integralista del rock più ruvido.