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The Weeknd: il nuovo pop tra hip-hop, trap, synth e R’n’B

Tra le voci della scena internazionale della musica leggera da classifica, negli ultimi anni è assurta agli onori delle cronache una stella più luminosa di tutte le altre, in grado di cambiare le regole stesse del gioco: si tratta del cantautore canadese di origini etiopi The Weeknd, nome d’arte di Abel Makkonen Tesfaye. Trentatré anni appena compiuti, The Weeknd è attivo professionalmente da quasi tre lustri e gode di un grande successo in America sin dal 2015, anno in cui ha pubblicato il suo secondo album (Beauty Behind the Madness, contenente la prima hit globale The Hills).

Oggi, quel successo iniziale si è addirittura moltiplicato e, durante gli anni a cavallo della fine degli anni 2010 e l’inizio degli anni 2020, Tesfaye è stato il principale alfiere di un ritorno alle sonorità e al gusto synth, molto in stile anni 80, dopo essere però emerso grazie a uno stile esclusivamente suo e piuttosto peculiare, a metà tra suggestioni trap, background hip hop e chiara impostazione vocale R’n’B.

The Hills

Pezzo datato 2015 ma registrato nel corso dell’anno precedente, The Hills è una tappa inevitabile di ogni storia che si ponga come obiettivo il ripercorre le tappe del successo di The Weeknd. Prima, esorbitante hit mondiale del cantautore di origini etiopi, il pezzo ha venduto a oggi circa venti milioni di copie in tutto il globo ed è tuttora rappresentativa del suo stile di canto da un lato e della musica black degli anni 10, caratterizzata da un beat molto trap, da un’atmosfera decisamente acida che contraddistingue tutto il pezzo e dalla melodia vocale profondamente R’n’B.

Heartless

Singolo tratto da After Hours e lanciato sul mercato insieme con Blinding Lights, Heartless è stato completamente oscurato dal suo pezzo gemello a livello di successo ma resta un brano notevole, che mostra chiaramente la transizione dal magma trap in cui The Weeknd è stato immerso per anni al suo momento synth-wave. Di fatto, la canzone è il perfetto anello di congiunzione tra i due diversi approcci propri dell’autore canadese al mondo dei suoni elettronici.

Blinding Lights

Signore e signori, non giriamoci attorno: Blinding Lights è la canzone che ha riportato il synth-pop a dominare le sonorità pop a ogni latitudine, in questi anni. Se c’è mai stato un pezzo game changer in questo senso, la palma spetta proprio a questo brano, capace di sbriciolare ogni classifica a partire dal novembre 2019, momento in cui è uscita sul mercato come singolo. Poi è chiaro: gli anni 80 e i loro suoni sintetici e artefatti avevano iniziato a tornare di moda già da qualche anno (*cough cough* la sigla di Stranger Things… o Stranger Things stesso *cough cough*) ma Blinding Lights riprende la vecchia ricetta, la aggiorna, ci aggiunge la voce suadente e michaeljacksonesca – ammesso e non concesso che “michaeljacksonesca” sia una parola – ed ecco pronto un successo internazionale contemporaneo ma che si porta con sé un sapore vintage. Ultimo punto su cui porre l’accento: la produzione perfetta, dove ogni suono, ogni nota e ogni strumento hanno l’intensità perfetta. Il risultato si potrebbe serenamente apporre al termine di un ideale saggio dal titolo: “La canzone pop da manuale: istruzioni per la realizzazione”.

Take My Breath

Uscita sul mercato dei singoli esattamente un anno dopo Save Your Tears, Take My Breath aggiunge alla collaudatissima ricetta synth-wave un ulteriore sapore da vecchia disco (echi funkeggianti, chitarrine in palm mute, ritmo sincopato che fa tanto dancehall anni 70/primi 80, falsetti come se piovesse) mescolato con il cliché del crescendo che “minaccia” di esplodere da un momento all’altro che fa molto rock classico di quella stessa epoca (sì, Eye of the Tiger, stiamo parlando con te). In breve: il perfetto campo da gioco in cui la vena più soul di The Weeknd può liberarsi al massimo senza chiedere scusa a nessuno. Interessante il bridge, rimescolamento di carte che cerca di fare più atmosfera del resto del brano anche se non suona perfettamente compiuto.

Creepin’

Cover del vecchio successo di Mario Winans I Don’t Wanna Know, datato 2004, Creepin’ è uscita sul mercato dei singoli poco prima di Natale 2022 ed è uno degli estratti da Heroes & Villains, ultimo album del produttore Metro Boomin, il quale ha chiamato proprio The Weeknd e il rapper 21 Savage per interpretare questo pezzo in luogo di Winans e di P. Diddy, voci originali del brano. Nonostante sia solo “ospite” nella canzone di un altro artista, con Creepin’ The Weeknd chiude un cerchio ideale, mettendosi alla prova in uno scenario R’n’B più classico che certamente fa parte del suo bagaglio formativo ma che solo di recente è tornato a essere più visibile anche all’interno della sua stessa produzione.

The Weeknd 3

Autore: Giorgio Crico

Milanese doc, sposato con Alice, giornalista ma non del tutto per colpa sua. Appassionato di musica e abile scordatore di bassi e chitarre. ascolta e viene incuriosito da tutto nonostante un passato da integralista del rock più ruvido.