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Giacinto Livia: poliedricità e passione, passando per i cartoons

Insegna alla Scuola di musica Cluster dal 2011 e pare sia amatissimo dai suoi allievi, e non è difficile immaginarlo, vista la poliedricità, la serietà ma soprattutto la passione che ho percepito tra le pieghe di ogni sua parola. Nel parlare con lui sentivo quasi la mancanza di una colonna sonora, una musica che, come dice lui, ci facesse dimenticare noi stessi, e che accompagnasse la nostra sorprendente chiacchierata.

Hai un curriculum lunghissimo, vario e veramente interessante, qual è la tua attività principale?

"La mia attività prevalente in questo momento è comporre e arrangiare musica per la televisione, per Mediaset e RTI, scrivo colonne sonore utilizzate per le trasmissioni e sigle di cartoni animati. Una per tutte: la versione italiana di Pegasus Fantasy, la sigla de "I Cavalieri dello zodiaco". Vengo anche chiamato a cantare sigle dei cartoni animati e pubblicità."

Suoni?

"Certo, anche se in questo momento non è la mia attività predominante. Nel 2004 ho suonato nel musical Jesus Christ Superstar per la produzione di Massimo Piparo."

Parliamo dell'insegnamento

"La parte didattica è fondamentale nella mia vita ed è stata una scelta d' amore. Volevo trasmettere prima di tutto l'entusiasmo per la musica, e poi la sensibilità artistica e la capacità di tirar fuori il meglio di sé, che non è sempre facile, soprattutto coi cantanti, perché la componente psicofisica a volte è un ostacolo. La voce è uno strumento complesso che tira fuori tutto quello che c'è dentro alla persona, più dello strumento musicale!"

Preferisci insegnare pianoforte o canto?

"Entrambi. Nell'insegnamento del pianoforte traggo beneficio dalle mie conoscenze sulla voce e viceversa. Lo "strumento voce" l'abbiamo tutti e ha una dimensione in più: quella della parola, quella del linguaggio, con tutto quello che apporta alla musica. Non ci sono solo le scale, gli arpeggi e la voce da tirar fuori, c'è un universo che con l'espressività della parola viene vivificato."

Cosa insegni ai tuoi allievi?

"Che bisogna dare sempre il massimo! Sembra banale ma dietro alle cose semplici si nascondono quelle importanti: bisogna sempre spendersi fino in fondo, anche in termini muscolari, trasmettere energia, farsi mezzi per veicolarla. Questa è la cosa difficile da far capire agli allievi."

Che cos'è per te la musica?

"Tutto. Ho iniziato a suonare a 5 anni e non ho mai smesso. La musica è un ideale: svegliarsi al mattino e perseguire la bellezza, la passione, il divertimento. Non ricordo momenti della mia vita senza musica. Ho sempre pensato che avrei potuto vivere di poco, pur di fare il musicista! Ricordo da ragazzino i miei amici che si chiedevano che strana intraprendere, io non ho mai avuto dubbi: la musica è sempre stata la mia certezza. Mi ha dato l'entusiasmo quotidiano, la gioia di fare, di entrare in questo flusso in cui ci si dimentica di se stessi e ci si fa tramite di qualcosa. Bisognerebbe approcciarsi così alla musica: per l'entusiasmo di produrla, senza la finalità di esibirsi, per la componente autoappagante. Questa è l'esperienza autotelica del flusso."

Cioè?

"È quello stato di coscienza in cui la persona è completamente immersa in un'attività. Ecco: vorrei riuscire a insegnare agli allievi che bisogna entrare in questo stato d'animo particolare per produrre musica, senza preoccuparsi del risultato ma godendone e traendone il massimo. Vanno superati la preoccupazione di non riuscire e il senso di inadeguatezza, va svuotata la mente per tirar fuori il meglio. Ovunque abbia luogo una performance, sia essa canora, strumentale o anche attoriale, è importante entrare in questo stato mentale che ci appaga già di per sé."

Ci riesci?

"Spero di sì! L'allievo all'inizio, non essendo padrone della propria tecnica, fa fatica, man mano che acquisisce consapevolezza riesce a lasciarsi andare di più e a provare piacere. Magari all'inizio si tratta solo di momenti sporadici, che ci fanno presagire il piacere che verrà."

Succede anche a noi attori.

"Ecco: la sfera attoriale sfugge un po' al cantante, spesso si predilige l'aspetto musicale, quando invece è la parola che fornisce il sottotesto all'espressività del canto, che diventa musica: è il significante che aggiunge al significato quella sfera più interiore, più recondita, la quintessenza. La musica è l'emozione allo stato puro, prima che si colori della sfumatura linguistica, è la magia, l'incantamento dato dalla vocalità. Troppo spesso questa sfera è inibita dalle preoccupazioni relative alla performance e alla tecnica vera e propria."

E prima di andarsene Giacinto Livia mi stupisce di nuovo raccontandomi il suo recente impegno nel musical "The dark side: Dracula verso Mr Hyde", di cui è protagonista insieme a Marika Genchi, e di cui vi suggerisco una rapida occhiata al trailer, in attesa di una replica nella prossima stagione!

Autore: Giovanna Rossi

Laureata in Scienze Biologiche all'Università Statale di Milano, nel '93 consegue il diploma di recitazione presso l'Accademia dei Filodrammatici di Milano e comincia l'attività teatrale come attrice.