Avete una chitarra dismessa da un po’, dovete iniziare un corso di musica e il vostro piano corde saluta da lontano la vostra tastiera tanto da essere insuonabile? Avete in programma una serenata al chiaro di luna per conquistare un cuore ma il vostro manico è a forma di luna calante? Avete finalmente trovato il plettro del Destino e ora Satana vi sta sfidando a una battaglia a suon di Rock, ma la vostra chitarra è stonata come le campane dell’inferno?

Niente paura: basteranno dieci minuti e un po’ di voglia di fare e vedrete che la vostra chitarra potrà affrontare qualunque sfida!

Prima di tutto, se non lo avete già fatto, dovrete cambiare le corde, un dettaglio non da poco. Andate a leggervi i miei articoli precedenti e ve la caverete in scioltezza:

Stirate per bene le corde nuove, per stabilizzarne la tensione, quindi accingetevi a regolare il cosiddetto relief, ovvero la curvatura del manico.

 

Relief

C’è chi pensa che il manico debba essere perfettamente dritto e che la curvatura sia un difetto dello strumento. Errore! Il relief serve sia per incrementare la suonabilità sia per dare al manico il giusto equilibrio tra rigidità ed elasticità durante la vibrazione. Naturalmente la curvatura dovrà essere quasi impercettibile, appena visibile a occhio traguardando il manico per il lungo, non certo una banana acerba.

Per fortuna i liutai delle generazioni precedenti hanno inventato una simpatica barra di ferro regolabile che in costruzione si inserisce all’interno del manico e che successivamente ci permette di regolarne la curvatura in entrambe le direzioni. Si chiama truss rod: diciamo tutti insieme “grazie truss rod!”.

Bene. Il nottolino di regolazione si troverà o in cima alla tastiera – verso la paletta, spesso coperto da una placchetta di plastica – oppure in fondo al manico, dove si giunta al corpo. Potrà essere esagonale, e allora vi servirà una brugola, oppure a croce, e in questo caso vi basterà un cacciavitone a stella.

Individuato il punto di regolazione, controlliamo lo stato del nostro manico. Se non avete l’occhio abituato, vi svelo un trucchetto: vi basterà imbracciare il vostro strumento normalmente, premere il Fa sul primo tasto della corda bassa, premere l’ultimo tasto sulla tastiera della stessa corda, e verificare la distanza che si genera (se si genera) tra il lato inferiore della corda e il top del decimo tasto.

I casi sono tre:

  • Caso 1. La corda è molto distante dal decimo tasto. Molto vuol dire più di un millimetro. Lo so, non sembra molto, ma invece lo è, fidatevi. In questo caso vorrà dire che il manico ha una curvatura eccessiva e dovremo correggerla girando la chiave di regolazione in senso orario per circa un quarto di giro. Ricontrolliamo e, se serve, ripetiamo fino ad ottenere il caso 3.

  • Caso 2. La corda tocca il decimo tasto. Questo significa che il manico è troppo dritto, o addirittura curvato all’indietro. Capita: il legno è vivo e si muove. In questo caso dovremo girare la chiave in senso antiorario, sempre per un quarto di giro circa. Stessa cosa: ricontrolliamo e se necessario ripetiamo l’operazione fino ad ottenere il caso 3.

  • Caso 3. La corda dista circa mezzo millimetro dal top del tasto. Dovrebbe passarci sotto giusto giusto un cartoncino, tipo un biglietto da visita. Questa è la situazione ottimale.

Benone. Beviamo un bicchiere d’acqua, l’idratazione è importante, soprattutto negli sport estremi come la liuteria avanzata.

Prossimo step: l’action, ovverosia la distanza delle corde dalla tastiera.

 

Action

La regolazione avviene tramite i grani delle singole sellette (se avete un ponte tipo Fender) oppure tramite le rotelle ai due estremi del ponte (se avete un modello tipo Gibson).

Va abbastanza a gusto: c’è chi la vuole molto bassa e chi invece non la sopporta rasoterra. Diciamo che la regola è: più è alta, più il suono sarà grosso e ricco di sustain, ma un’action più bassa darà allo strumento una suonabilità e una scorrevolezza tutta da godere.

Detto questo, fate vobis, ma una cosa è molto importante: la curvatura del piano corde dovrà sempre essere congrua a quella della tastiera. È importante che il piano corde non sia né dritto né troppo curvo né tipo cordigliera delle Ande.

Regolate le sellette fino a quando la tastiera sarà comoda da suonare, ma senza friggere.

Un buon compromesso si trova quando l’andamento delle corde dal capotasto fino alla fine del manico è in una costante e leggera salita.

 

Ottave

Dopo aver rotto le scatole al manico, disturbando la sua quiete guadagnata in anni di maturazione, e dopo aver tirato su e giù e su e giù quelle povere e indifese sellette, sarà il caso di regolare l’intonazione di ogni corda lungo tutto il manico, che sarà quasi certamente errata.

Per questa operazione vi servirà solo un cacciavite e un accordatore affidabile, possibilmente collegato con il jack, per una maggiore precisione.

Individuiamo le viti di regolazione delle sellette del ponte, che serviranno a muoverle avanti e indietro, allungando o accorciando la distanza dal capotasto.

Imbracciamo lo strumento come faremmo per suonarlo. Questo è importante perché se intoniamo la chitarra in una posizione diversa, è possibile che invece non sia intonata nella posizione in cui ci servirà. È una questione molto delicata.

Ora accordiamo il più precisamente possibile una corda, per esempio il Mi basso, e poi premiamo il dodicesimo tasto e facciamo la danza della corda che è già intonata e che non serve muovere la selletta. Se l’accordatore vi dice che al dodicesimo tasto suona un perfetto Mi centrale, la danza ha funzionato, altrimenti continuate al leggere.

Nel caso in cui la nota al dodicesimo tasto risulterà calante, dovremo accorciare il diapason, e quindi muovere la selletta verso il capotasto. Se invece l’ottava sarà crescente dovremo allungare il diapason.

Fate un bel respiro, a volte è veramente estenuante.

Calante. Ancora calante. Adesso è quasi giusta ma magari posso renderla perfetta. Adesso è crescente. La ritiro su. Di nuovo calante. Di poco ma magari se faccio sono un ottavo di giro... No, crescente.

E così via.

Bene! Se non vi sono saltati i nervi, avete fatto anche le altre cinque corde, e la vostra chitarra è perfettamente intonata.

Ora, fateglielo vedere a Satana come si suona il vero Rock.

 

 

Rossella, oltre che una brava musicista della Scuola di Musica Cluster, è anche un'ottima liutaia. Se da solo proprio non ti raccapezzi con il setup della tua chitarra, o se vuoi rifarti gli occhi con le sue splendide creazioni artigianali, ti consigliamo di visitare la sua pagina Facebook o il suo sito web.

Informazioni sull'autore
Rossella Canzi
Author:Rossella Canzi
Website:http://rossliuteria.com
Redattrice
Chi sono:
Costruttrice, riparatrice, customizzatrice e amante di tutti gli strumenti a corda e a percussione