Allora, le possibilità sono due. O avete trovato nella soffitta la vecchia chitarra del bisnonno, tutta scalchignata con due corde rotte, le altre 4 costituite dal 78% di ruggine purissima, con i tasti ricoperti da una cropa nera che testimonia lustri di utilizzo appassionato; oppure la vostra chitarra acustica, dopo qualche mese di strumming selvaggio sta gridando pietà sotto il friggere di corde annerite e senza più voce.

In entrambi i casi vi servirà un bel cambio corde. Tranquilli, respirate, ci sono qua io.

Svolgiamo tutte le corde dalle meccaniche e approcciamoci a togliere i sei piroli del ponte per estrarle.

Per rimuovere le corde vecchie esistono tre metodi: il primo è pregare la dea pagana dei ponti da acustica, fare la danza del pirolo che non è rimasto incastrato, e sperare che si estraggano con facilità; il secondo, accoppiabile con il primo, è quello di infilare la mano nella buca e spingere i piroli dal basso in modo che si sfilino; nel caso in cui l’accoppiata fosse fallimentare dovremo ricorrere al terzo metodo, cioè munirsi di pinza e forza bruta ed estrarli senza pietà.

Fatto ciò ci ricomponiamo, e puliamo la tastiera con una lametta da cutter usata di piatto, rasando il sottile strato di sporco. Se la lama è affilata il legno della tastiera non dovrebbe segnarsi. Con un po’ di lana di ferro "0000" lucidiamo i tasti di metallo, e se gradito tamponiamo la tastiera con un po’ di olio. Va benone il classico olio di limone, o l’olio paglierino che troviamo anche al Brico.

Ora, è importante scegliere il tipo di scalatura giusta in base al proprio livello e alle proprie esigenze di suonabilità: le corde di una muta molto leggera come le 010-46 saranno molto morbide sotto le dita ma avranno poco volume, meno sustain e dureranno meno, una scalatura media come 011-52 vi dà il giusto compromesso tra i due estremi, ma se volete grande volume e dinamica vi consiglio le 012-56, possibilmente fosforo-bronzo, per una maggiore brillantezza.

Scelte? Molto bene, montiamole.

Prendiamo il Mi basso, scrutiamolo, squadriamolo, indaghiamolo e incutiamogli paura, deve capire chi è che comanda. Quando avrà dimostrato sufficiente deferenza, inseriamolo nel suo apposito foro, tappandolo con il suo apposito pirolo, facendo in modo che la punta del pirolo spinga in basso l’occhiello della corda. Teniamo premuto il pirolo mentre tiriamo delicatamente la corda per farne andare in battuta l’estremità, che si auto-bloccherà nel pirolo.

Posizioniamo la corda lungo la sua traiettoria, e la tagliamo con circa 5/6 cm di abbondanza rispetto alla meccanica intorno alla quale la avvolgeremo. Poi infiliamo la corda nella meccanica in modo che sporga di poco, mezzo centimetro, e avvolgiamo, facendo sì che il primo giro della corda intorno all’alberino passi sopra al moncherino di corda sporgente, e i successivi sotto, in modo che con la tensione la corda si auto-blocchi nella sua posizione. Tiriamo la corda fino ad una tensione sufficiente perché resti tesa. È possibile che durante la tensione il pirolo fuoriesca leggermente di nuovo: nessun problema, lo rispingiamo giù senza pietà.

Facciamo lo stesso con le altre corde, tagliando con un po’ più di abbondanza per i cantini.

A questo punto accordiamo e the game is done, che in gergo liuteristico specialistico vuol dire: il gioco è fatto.

Alla prossima pillola di liuteria, ciao!

 

Rossella, oltre che una brava musicista della Scuola di Musica Cluster, è anche un'ottima liutaia. Se da solo proprio non ti raccapezzi con il setup della tua chitarra, o se vuoi rifarti gli occhi con le sue splendide creazioni artigianali, ti consigliamo di visitare la sua pagina Facebook o il suo sito web.

 

 

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Informazioni sull'autore
Rossella Canzi
Author:Rossella Canzi
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Costruttrice, riparatrice, customizzatrice e amante di tutti gli strumenti a corda e a percussione