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Passioni dal passato: il latin pop

Rubrica saltuaria a cadenza irregolare in cui ci divertiamo a riprendere tendenze passate del mondo della musica e sonorità che, oggi, ci sembrano incredibilmente sorpassate e quasi dimenticate. Almeno finché non verranno massicciamente riprese per fare il trend del futuro, ovviamente.

Tra tutte le tendenze musicali che hanno attraversato gli anni 90 lasciando dietro di sé un solco più o meno profondo, una posizione di spicco spetta indubbiamente a tutto il mondo finito all’interno dei (labili) confini del latin pop. Padre spirituale del reggaeton che l’ha seguito qualche anno dopo (di cui abbiamo anche già parlato QUI) e vero sdoganamento mainstream dei ritmi dell’America Latina – e dei testi in spagnolo! – il latin pop ha alcuni padrini d’eccezione capaci di farlo esplodere definitivamente nella seconda metà dell’ultimo decennio del XX secolo, propiziandone il duraturo successo.

Ancora oggi, infatti, di quando in quando, non è raro imbattersi in una canzone che si rifà agli stilemi del genere, ovviamente riconfigurato in base al gusto pop contemporaneo. Tuttavia, l’importanza del latin pop è ancora maggiore se si considera l’onda lunga della sua influenza: dal reggaeton di cui sopra fino alle mescolanze con il rap (e le sue incarnazioni successive) e a ogni genere di ibridazione con la musica black di matrice più R’n’B, per tacere dell’influenza sul pop in senso più ampio. E tutto questo grazie a un pugno di artisti che, per primi, hanno saputo “bucare” la loro bolla di mercato per riscuotere un successo enormemente più ampio, abbattendo le barriere culturali che confinavano la musica d’ispirazione ispanofona soprattutto alla nicchia composta dai soli abitanti dell’America Latina (con rare escursioni in Asia e in Europa) o ai loro figli emigrati altrove, conquistando il pubblico generalista degli Stati Uniti.

Ricky Martin

È semplicemente impossibile parlare di latin pop senza partire da Ricky Martin. Il successo mainstream del genere non è dipeso solo da lui ma, grazie al successo con la sua band prima (i Menudo) e in solitaria poi, il buon Ricky va per forza considerato come il padre putativo di tutta l’onda anomala che ha cristallizzato il genere tra quelli di maggiore successo in tutto il mondo dopo le prime aperture degli anni 80 e dei primi 90. Il suo successo cruciale è María, contraddistinta dal celeberrimo ritornello: «Un, dos, tres, un pasito pa’elante, María», uscita originariamente nel 1995 ma poi diventata un’autentica bomba commerciale solo nel corso dei due anni seguenti grazie al remix molto più dance di Pablo Flores e alla reincisione di parte del testo in inglese (il famoso spanglish che contraddistinguerà per anni i brani del latin pop). A questo pezzo, è seguita una lista francamente clamorosa di hit: gli anni a cavallo del 2000 avevano infatti in Ricky Martin un dominatore assoluto della scena dei tormentoni estivi.

Jennifer Lopez

Ballerina, attrice e popstar musicale: JLo ha sempre saputo conciliare più parti della sua carriera in maniera che il suo successo in un campo facesse risalire le sue quotazioni in un altro, di fatto senza passare mai di moda e godendosi un successo totalmente trasversale. In realtà, la sua carriera musicale nasce proprio durante la sua prima fase di grande successo come attrice grazie a film come Selena, Anaconda e Out of Sight. Come ciliegina sulla torta, anche grazie all’interpretazione di Selena Quintanilla-Pérez nell’omonimo film, la Lopez si è regalata una prima sortita nel mondo della musica. È ovviamente andata benissimo e, anzi, oggi associamo JLo più a quanto ha combinato come cantante che come attrice. Se la sua prima hit – If You Had My Love – è un’ibridazione tra ritmi latini e R’n’B dell’epoca, la successiva Let’s Get Loud è proprio il perfetto esempio di cosa s’intende ancora oggi con “latin pop”.

Enrique Iglesias

Ispanofono sì ma originario della vecchia Europa invece che dell’America Latina, Enrique Iglesias è ovviamente figlio d’arte in quanto suo padre è il famoso Julio, a sua volta cantante. Nato a Madrid nel 1975 (quindi facente parte della stessa generazione di Ricky Martin e Jennifer Lopez), è uno dei più grossi calibri dell’ondata latin pop di fine anni 90. La sua inevitabile hit Bailamos, originariamente composta per il film Wild Wild West dietro esplicita richiesta di Will Smith, mescola insieme un testo quasi integralmente in inglese con il titolo in spagnolo del brano, più qualche frase sussurrata lungo l’arco del pezzo. Ovviamente, anche qui l’arrangiamento mette insieme percussioni molto debitrici della musica da discoteca più chitarrone un po’ in stile flamenco che entrano ed escono dal brano in maniera smaccatamente ammiccante.

Shakira

Di Shakira abbiamo parlato estensivamente anche di recente ma è impossibile non annoverarla tra i nomi più grossi della scena latin pop. Arrivata per ultima al gran banchetto del genere (ma non per questo meno importante degli altri), la cantante di origini colombiane – un po’ come Enrique Iglesias e Ricky Martin – aveva già una discografia personale piuttosto nutrita nel momento in cui ha spiccato il balzo verso il mercato statunitense realizzando un album spanglish, cantato parzialmente in spagnolo e parzialmente in inglese. Per sua fortuna, Whenevere Wherever – versione anglofona di Suerte – ha funzionato meravigliosamente, consentendole di estendere il suo successo al Nordamerica e, da lì, a tutto il resto del mondo.

Special Guest: Gloria Estefan

Impossibile però chiudere un articolo sulla scena del latin pop senza menzionare la figura che è stata di fatto l’apripista di tutte le popstar da noi menzionate. Gloria Estefan, infatti, ha aperto la via che poi, allargandosi e strutturandosi sempre meglio e sempre di più, si è trasformata in un autentico genere sfornando – tanto con il suo gruppo, i Miami Sound Machine, tanto in solitaria – le prime hit pop statunitensi apertamente debitrici del sound caraibico e latino. Di origini cubane, la Estefan è oggi considerata non solo la madrina di tutta la musica latina contemporanea ma anche una delle più grandi cantanti pop di tutti i tempi.

Autore: Giorgio Crico

Milanese doc, sposato con Alice, giornalista ma non del tutto per colpa sua. Appassionato di musica e abile scordatore di bassi e chitarre. ascolta e viene incuriosito da tutto nonostante un passato da integralista del rock più ruvido.