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Storia delle Destiny’s Child: alle origini di Beyoncé - Seconda parte

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Le Destiny's Child hanno finalmente raggiunto l'agognatissimo "grande successo" ma, come spesso capita in questi casi, questo ha un prezzo: poco prima di registrare il video di Say My Name, Matthew Knowles ha delle frizioni con LaTavia Roberson e LeToya Luckett, che sostengono di godere di un trattamento economico peggiore da parte del loro manager rispetto a Kelly e Beyoncé, rispettivamente nipote e figlia di Matthew. Per tutta risposta, Knowles le rimpiazza con Farrah Franklin e Michelle Williams, due nuove cantanti rintracciate e inserite nel gruppo in tutta fretta. Il nuovo duo esordisce in compagnia delle due veterane proprio sul set del videoclip di Say My Name e si crea una stranissima situazione in cui, sulla copertina del cd singolo, campeggiano ancora i volti di LaTavia e LeToya mentre, nel video, troviamo già Farrah e Michelle.

Il 2000 è un anno che infatti comincia tra mille controversie, anche legali, mentre il successo discografico sembra crescere quasi proporzionalmente. Le due cantanti escluse citano in giudizio Matthew Knowles e le ex compagne di band mentre Farrah e Michelle fanno del loro meglio per riuscire a salire sul vero e proprio treno in corsa che sono le Destiny’s dell’epoca, sforzandosi di integrarsi nel miglior modo possibile con Beyoncé – già allora star designata del collettivo – e Kelly. Michelle riesce a farcela, Farrah no: è il definitivo tramonto delle Destiny’s Child come quartetto, d’ora in poi rimarranno per sempre un trio. La Franklin lascia il gruppo dopo appena cinque mesi, ufficialmente per via delle sue assenze in occasione di eventi promozionali e concerti ma trapela anche una versione per cui la ragazza faticava a reggere lo stress che comportava far parte della band. Lei ribatterà che si sentiva ignorata, che non aveva la minima voce in capitolo sulle questioni artistiche, che percepiva un ambiente ostile e un’atmosfera pesante. Tuttavia, a differenza della disputa con la Roberson e la Luckett, quella con la Franklin non arriva in tribunale e si chiude tutto sommato lì, senza strascichi.

Chiaramente, tutto il caos mediatico che scatenano i vari cambi di formazione e le conseguenti cause legali soffiano ferocemente sul fuoco del successo delle Destiny’s Child, che diventa un vero e proprio incendio grazie alla perfomance in classifica di Say My Name e di Jumpin’, Jumpin’ (il singolo successivo e ultimo estratto da The Writing's on the Wall). Sembra quasi che anche il gossip aiuti il gruppo nella sua scalata alla fama globale: notizie e voci finiscono infatti per alimentare la crescente fama delle Destiny’s. Un paio di mesi dopo l’uscita di Jumpin’, Jumpin’, il neo-terzetto esce peraltro con un nuovo singolo, stavolta inedito: si tratta di Independent Women, brano portante del film Charlie’s Angels, che uscirà solo tre mesi più tardi. Il singolo comincia il suo percorso e, tre settimane più tardi, esce anche il videoclip che lo accompagna, sempre in attesa del film. Quando Charlie’s Angels finalmente esce, il pezzo deflagra completamente, diventando uno dei più grandi successi della storia delle Destiny’s Child. Solo diversi anni dopo è emerso che Matthew Knowles aveva preso accordi con la produzione di Charlie’s Angels alle spalle delle stesse cantanti, che si sono ritrovate l’accordo firmato e controfirmato prima ancora di saperne nulla. Un’altra curiosità sul brano è che presenta ancora la voce di Farrah Franklin, la quale aveva fatto in tempo a inciderlo, prima di lasciare il collettivo. Nel video, però, la cantante non è più presente ed è il primo videoclip che vede all’opera la formazione definitiva delle Destiny’s: Beyoncé, Kelly Rowland e Michelle Williams. Sarà il primo di una lunga serie.

A marzo del 2001, quando si esaurisce l’impressionante ciclo vitale di Independent Woman, è già pronto il prossimo giro di giostra: si tratta di Survivor, ennesimo nuovo singolo. È il sesto pezzo di successo consecutivo in nemmeno due anni solari di attività e va bene praticamente quanto Independent Woman (nel nostro Paese anche decisamente meglio. Non a caso, si può dire che l’Italia abbia definitivamente sdoganato le Destiny’s Child con Survivor). Nonostante l’eco delle polemiche non arrivi dalle nostre parti – del resto, ci mancava del tutto il pregresso, ai tempi – anche questa nuova canzone genera l’ennesima diatriba: LaTavia Roberson e LeToya Luckett, uscite dal gruppo un anno prima, considerano il titolo del pezzo (sopravvissuto, in italiano) e alcuni versi un chiaro riferimento alla vicenda che ha portato alla loro esclusione e fanno nuovamente causa al gruppo e a Matthew Knowles. Intanto, il pezzo funziona a meraviglia e prepara la strada per l’omonimo album, che esce ad aprile e che diventerà il più grande successo internazionale della storia della band, ottenendo nel mondo persino più numero uno in classifica del precedente.

A maggio, poi, esce anche il nuovo singolo, Bootylicius, che contiene un sample del pezzo di Stevie Nicks Edge of Seventeen e che imperversa per tutta l’estate del 2001. Ah, ovviamente è l’ennesima numero uno della carriera del trio ma solo la prima e unica canzone del loro repertorio a contribuire all’aggiornamento dell’Oxford English Dictionary che, nel 2004, aggiungerà il titolo della canzone alle sue pagine proprio con l’accezione che si usa nel testo – che però non era un’invenzione delle Destiny’s ma di Snoop Dogg, che l’aveva battezzata in Dre Day seppur con minore successo accademico e tutt’altra fortuna commerciale a livello globale.

Dopo Bootylicius arrivano altri due singoli estratti da Survivor: si tratta di Emotion – una cover di un pezzo di Samantha Sang del 1978, che esce a settembre 2001 – e di Nasty Girl, distribuita a marzo 2002. Il primo pezzo ottiene un discreto riscontro, il secondo passa quasi inosservato negli Stati Uniti e fa parlare di sé solo in Australia (e nemmeno troppo a lungo). In mezzo tra le due canzoni, le Destiny’s Child fanno uscire un album di canzoni natalizie di cui non ci si ricorda granché. Nel complesso, dall’inverno 2001 in poi, le attività del collettivo conoscono un progressivo calando e le ragioni sono presto dette: tutte e tre le componenti della band sono impegnatissime a debuttare come artiste soliste. Niente di sorprendente, le stesse artiste avevano annunciato la cosa da molto tempo e non ne avevano mai fatto mistero, ribadendo più volte che era loro intenzione concedere al pubblico una pausa dalle Destiny’s Child dopo anni molto intensi. Resta tuttavia da capire che impatto avrà sull'iter del trio il lancio di tre cantanti soliste già note al pubblico ma chiamate a confrontarsi individualmente con l'industria musicale...

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Autore: Giorgio Crico

Milanese doc, sposato con Alice, giornalista ma non del tutto per colpa sua. Appassionato di musica e abile scordatore di bassi e chitarre. ascolta e viene incuriosito da tutto nonostante un passato da integralista del rock più ruvido.